La debaclè in Ducati di Valentino Rossi fa e farà ancora discutere: anche se ora il pesarese è tornato in Yamaha, restano da capire i motivi del flop con la D16. In una recente intervista, dove ha dato un poco incoraggiante messaggio ai giovani italiani, aveva detto:  ”Con la Ducati avevo un buon feeling, ma mi sento meglio con la Yamaha“. Un feeling che non si è quasi mai visto ed è ancora materia di studio a Borgo Panigale, dove si interrogano per capire cosa non ha funzionato.

A questo proposito arriva l’analisi del nuovo Direttore Ducati MotoGP Bernhard Gobmeier, che in un’intervista a MCN ha fatto chiaramente capire il suo punto di vista: ”Credo che in Ducati siano convinti che Valentino sia uno dei più grandi piloti di sempre. Ma penso che sia anche una vittima del DNA della Ducati. Il DNA non è cambiato troppo dal 2007 al 2012. La moto è migliorata ma i piloti come Marco Melandri e Valentino Rossi, che sono molto sensibili, si aspettavano una certa reazione di ciò che la moto dovrebbe fare. Così, quando non hanno ottenuto quella reazione sono andati in confusione. Valentino, dal punto di vista dello stile e delle sensazioni di guida, fosse abituato ad una Yamaha molto buona, quindi ha avuto problemi ad adattarsi perchè la Ducati reagiva in maniera completamente diversa rispetto alle sue abitudini“.

Secondo l’ex manager BMW per Rossi a 32 anni era troppo difficile modificare uno stile di guida che aveva sviluppato dall’infanzia: “Questi ragazzi hanno imparato a cavalcare le moto quando erano bambini. Non guidano con il cervello, ma è un istinto naturale. Loro si basano sui riflessi e se si dà loro un input che è un po’ strano, il loro istinto naturale non è abituato e devono pensare a cosa fare. E una volta che devono pensarci sono già più lenti, perché non gli è venuto in modo naturale”. 

Un’analisi interessante e schietta, che dimostra la sostanza di Gobmeier. Chissà che Ducati non abbia finalmente trovato l’uomo giusto da cui ripartire.