Di sassolini dalla scarpa Valentino Rossi se ne è già tolto qualcuno ma il Dottore vuole levarsi i più grossi ora, quando mancano pochi giorni all’inizio del Mondiale 2013. Oggetto in questione sempre il fallimento del matrimonio con la Ducati.

Durante il suo tour promozionale in Brasile, Rossi (foto by InfoPhoto) ha concesso in un’intervista rilasciata alla rivista inglese Motorcycle News in cui ha confermato di aver pensato al ritiro durante la brutta esperienza di Borgo Panigale: “Per me il discorso era chiuso: avrei mollato piuttosto che continuare con la Ducati, magari sarei andato in SBK. Per questa esperienza non provo rimpianti ma delusione: dopo 6, 7 mesi ho incominciato a capire che sarebbe stato impossibile o molto difficile farcela”. 

La stoccata arriva subito e riguarda ovviamente il reparto corse: ”La differenza coi giapponesi è soprattutto nell’umiltà. Quando dici che qualcosa non va sulla moto a un ingegnere giapponese non la prende male, anzi la vede come cosa positiva, uno stimolo per migliorare. Con la Ducati questo non accade: quando gli dici che hai un problema, prima di tutto i ragazzi della Ducati non si fidano di te al 100%, e poi si indispettiscono perché dici che la moto ha qualcosa che non va”.

Forse troppo abituati a quel ‘manico’ di Casey Stoner, unico ad andare forte con la Desmosedici e spesso intento a punzecchiare Rossi: “Tutti si aspettavano che avrei dato mezzo secondo agli altri, ma non è mai stato così. Casey si trovava bene su quella moto ed è stato l’unico. Non so perché fosse capace di fare questa differenza, né prima né adesso. Il suo ritiro? Ognuno è libero di fare ciò che vuole però non mi piace quello che ha detto sul nostro ambiente, noi dobbiamo essere un esempio per piloti più giovani”. 

Gli errori fatti in passato sono da archiviare. Sta per partire un altro Mondiale e la sfida per Rossi è di quelle toste: “Voglio vincere un altro campionato, ma prima devo tornare sul podio ogni settimana e vincere una gara. Il dubbio è quanto gli altri piloti siano migliorati e quanto sia più forte la nuova generazione. Il nostro sport è cambiato molto e sta ancora cambiando, serve più allenamento e mi devo adeguare. Sono ancora molto motivato e non penso sia vero che si diventi meno aggressivi con la vecchiaia o che si prendano meno rischi. Anzi l’esperienza porta altri vantaggi, pensi di più e sai gestire meglio la pressione”.