Valentino Rossi è tornato a vincere in MotoGP. Lo ha fatto a Misano (QUI IL REPORT DELLA GARA), oltre un anno dopo l’impresa di Assen. Un acuto che sembrava destinato a rimanere isolato. Dopo i due anni difficili in Ducati, in molti davano per finito il Dottore. Che invece è tornato a dire prepotentemente la sua e a segnare il suo nome nella casella del vincitore: prima nel 2013 nonostante la difficile sfida con un Lorenzo più veloce e maturo e soprattutto quella contro il baby e fenomenale Marc Marquez, suo erede designato. Poi con la vittoria in Romagna che corona il suo ritorno nell’Olimpo nel migliore dei modi.

Il nove volte campione del mondo sale sul gradino più alto del podio sul circuito di casa, quello stracolmo di tifosi ma quello soprattutto intitolato a Marco Simoncelli , il suo amico che lo guarda da lassù da quasi quattro anni. Lì dove cinque anni fa aveva conquistato la sua ultima vittoria italiana (6 settembre 2009). E pensare che la stagione 2014 pareva essere un monologo del terribile Marquez e della Honda che finora aveva fatto sue tutte le 12 gare disputate.

Per la Yamaha si materializzava gara dopo gara l’incubo di una stagione senza vittorie. Misano rappresentava la grande occasione con 6 successi negli ultimi 7 anni. Curve veloci in un circuito che esaltano telaio e accelerazione senza decellerazioni che costringono a continue ripartenze, il punto di forza della Honda. Una grande occasione non tanto per Rossi, ma per Jorge Lorenzo che qui aveva dominato negli ultimi tre anni d unico ad aver dato seriamente fastidio a Marquez. Il maiorchino era partito fortissimo nel weekend conquistando anche la pole, la prima dell’anno. Invece la gara ha incoronato The Doctor, protagonista del successo più sorprendente di una strabiliante carriera che da 18 anni lo vede strappare record su record al motociclismo.

Lo scorso anno in Olanda l’acuto di VR46 era stato sicuramente inatteso e anche alla vigilia di Misano i bookmakers non lo vedevano di certo tra i primi tre favoriti (almeno 10 la sua quota da vincente). Eppure i presagi di vederlo al top c’erano tutti: una Yamaha tornata super e quasi designata per questo nuovo asfalto, la prima fila ritrovata dopo oltre 18 mesi, a soli pochi centesimi dalla pole e il primo posto (insolito) nel warm-up. Per Rossi, che in qualifica fatica parecchio, dev’essere stata l’iniezione di fiducia decisiva. Lo stato di forma psicofisica e la spinta della propria terra hanno fatto il resto. Chapeau.

Foto Fan Club Valentino Rossi Tavullia

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