Dici Valentino Rossi e subito ti vengono in mente i nove titoli mondiali conquistati in carriera. Il pilota di Tavullia, che sta vivendo un momento delicato, all’ombra dei più giovani Marquez, Pedrosa e Lorenzo, non si tira però indietro: “Perché dominano gli spagnoli? Perché in Spagna il motociclismo è molto importante - dice il Dottore - ci sono un sacco di appassionati e hanno avuto un sacco di progetti intelligenti per far crescere i ragazzini giovani, dai campionati minori, dalle mini moto, dalle 125, dalle 80, e ha funzionato. Non dobbiamo copiare gli spagnoli, ma cercare di fare dei progetti intelligenti per far crescere dei ragazzi e farli diventare dei piloti, magari dei Valentino Rossi”.

E sul futuro dice: “Mi piacerebbe rimanere nell’ambiente delle moto perché ho tanti amici ed è la cosa che riesco a fare meglio. Prima di tutto, spero di correre ancora per tanti altri anni e di andare forte, di essere competitivo. L’anno prossimo correrò di sicuro e poi mi piacerebbe fare un altro contratto di altri due anni con la Yamaha. La mia stagione è stata abbastanza positiva, ma dobbiamo fare di più, quindi diciamo un 6 e mezzo. Venivo da due stagioni difficili e sapevo che sarebbe stata dura, anche perché adesso soprattutto i primi tre sono veramente molto forti. Lorenzo e Marquez in primi, ma anche Pedrosa. Speravo, durante la stagione, di riuscire ad arrivargli vicino, invece ci sono state delle volte in cui ci sono riuscito, ma delle altre in cui sono stato meno vicino a loro. Comunque, ancora non sono costantemente lì a giocarmi il podio, quindi quello è l’obiettivo. La Formula 1? Il treno è passato alla fine del 2006, quando ho avuto l’occasione di diventare un pilota, di correre con la Ferrari. Era quel momento lì da fare, poi per il resto, grande rapporto con la Ferrari, sono amico di Domenicali, che ogni tanto me l’ha fatta provare. Ma il momento, la scelta, poteva essere di puntare, cercare di fare un anno di test con la Ferrari e vedere se potevo essere competitivo per la F1”.