Era il 16 febbraio 1979 quando nasceva al mondo Valentino Rossi, il pilota italiano più vincente della storia del motociclismo, dopo Giacomo Agostini ovviamente. Il Dottore, che avrebbe dovuto nascere il giorno di San Valentino, taglia oggi il traguardo dei 35 anni in quella che potrebbe essere la sua ultima stagione nel Motomondiale: in anni di dominio nella classe regina il Dottore ha portato a casa nove titoli mondiali (1 in 125, 1 in 250, gli altri 7 tra 500 e MotoGP) e dal 2010 è a caccia del decimo iride.

Proprio quattro anni fa con l’incidente del Mugello sono iniziate le stagioni più dure per il Dottore che dopo essersi ripreso dalla frattura della tibia è tornato a vincere a Sepang, nel giorno in cui il compagno Lorenzo conquistava il Mondiale. La strada si annuncia in salita e arriva il tempo di cambiare aria ma la scommessa Ducati coincide con gli anni più incolore della sua gloriosa carriera: il feeling con la rossa non c’è e nonostante il secondo posto raggiunto a Misano il gap da Honda e Yamaha resta incolmabile. A inizio 2012 il dado è tratto: la crisi con Ducati è sancita pubblicamente e Rossi vuole tornare in una casa dove può ancora vincere.

La Yamaha, insieme a Lorenzo, lo riaccoglie a braccia aperte ma la M1 è ormai su misura del maiorchino con cui Rossi non riesce mai a spuntarla: spesso fuori dalla lotta per il podio, piazza un solo acuto ad Assen (con Lorenzo dolorante) che sancisce il ritorno alla vittoria ma a fine stagione arriva il divorzio, dopo 14 anni di collaborazione, con lo storico capomeccanico australiano Burgess. Arriva Galbusera, conosciuto proprio ai tempi dell’infortunio, e i primi test di Sepang (CLICCA QUI PER RIVIVERLI) sembrano aver restituito un Dottore rinato e altamente competitivo. Solo il tempo e le prime gare del 2014 ci potranno dire se VR46 riuscirà a far rivivere una leggenda. A 35 anni ormai suonati. Gli auguri e un grande in bocca al lupo (da italiani non da tifosi) sono d’obbligo.

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