Chi pensava che quello tra Valentino Rossi e Jeremy Burgess fosse stato un addio condito da sentiti abbracci e sorrisi, come spiegato dal Dottore, si dovrà subito ricredere. L’ex capomeccanico di Rossi (foto by InfoPhoto) ha mandato un messaggio ben preciso probabilmente il modo in cui Rossi gli ha dato il benservito non gli è andato proprio giù: “Se dai il 100% senza riuscire a ottenere il risultato che vuoi significa che è arrivato il momento di ringraziare e di ritirarti, lasciando il ricordo del grande campione che sei stato. Ho immenso rispetto per Valentino, ha fatto cose meravigliose, ma ora è più vicino alla fine della sua carriera che ai suoi inizi. Qualunque sport si pratichi, un atleta deve, a un certo punto della sua carriera, assumere un certo tipo di decisione. Non so se questo sia il momento giusto, ma, ad ogni modo, non deve temere di farlo”. 

Un’analisi critica ma difficilmente smontabile: “Probabilmente non capisce che i suoi avversari sono più veloci di lui ed è ancora certo di poter fare tutto quello che fa da più di 10 anni, ma, in realtà, sta cercando di fare qualcosa che potrebbe non essere più in grado di fare. È convinto di poter essere ancora un campione del mondo, e lo ammiro per questa sua convinzione, ma io sono un uomo che crede nella ragione. Se qualcuno mi dice di poter fare una cosa, io rispondo: ‘Dimostramelo’ e ultimamente, Valentino non è stato in grado di dimostrarmelo”. 

La lunga collaborazione con il capomeccanico ha portato il pesarese a conquistare sette Mondiali nella classe regina. Ora il Dottore si è affidato a Silvano Galbusera, che in passato ha seguito Marco Melandri. Vedremo se con lui Rossi riuscirà a tornare tra i fantastici Quattro. Altrimenti il caro Burgess ci avrà visto giusto.

Paolo Sperati su @Twitter @Facebook