Più peso si trasporta, maggiore è il consumo di carburante. No, non vogliamo vincere il premio per la banalità dell’anno, semplicemente introdurre lo studio riportato da “The Atlantic” (quotidiano statunitense) secondo cui l’obesità dei cittadini americani “costa” 1 miliardo di galloni di benzina all’anno. Se il peso medio fosse lo stesso del 1960 quindi al di là dell’Oceano si consumerebbero ben 3.780.000.000 litri di carburante in meno. Mica poco.

Il risultato proviene da uno studio sull’obesità e abitudini di guida del 2006, ovvero quando circa 1/4 della popolazione di 21 stati era obesa. Negli ultimi 6 anni il loro numero è aumentato ed ora sono ben 35 gli stati con il 25% della popolazione gravemente sovrappeso e tra questi ben 12 contano 1/3 dei loro cittadini con gravi problemi di obesità. A fronte di tali dati si può facilmente supporre che il consumo di benzina sia aumentato ancora di più.

Persone più pesanti equivalgono ad auto più pesanti e l’aumento del prezzo della benzina in terra statunitense non aiuta certo i portafogli dei cittadini. Lo studio ha sottolineato poi come la dipendenza dall’auto da parte della società aumenti le possibilità che i suoi componenti diventino sovrappeso. Una circolo vizioso pericoloso e che ha implicazioni non solo personali (l’obesità ha un impatto devastante sulla salute) ma anche sociali.