Unire tutti i servizi di sharing mobility all’interno di una App, con il sogno futuro di poter integrare anche, magari, i servizi pubblici urbani per venire incontro alle esigenze totali della gente. L’idea di fondo di Urbi è tanto semplice quanto geniale: car sharing, scooter sharing, stazioni di servizio, parcheggi e tutto quello che riguarda la mobilità condivisa. Tutto in un unico contenitore (lo smartphone), facile da gestire e sempre a portata di mano.

L’idea è di Emiliano Saurin e Serena Schmid, due informatici emigrati in quel di Berlino a cercar fortuna: “Dovevamo rimanerci due settimane, alla fine ci siamo stati quattro anni”, afferma Emiliano. Tempo utile per trovar lavoro, licenziarsi, trovare tempo, soldi e modo di avviare la loro app e riportarla sul suolo italiano: “Siamo partiti facendo una App per noi stessi – prosegue ancora Saurin – eravamo a Berlino senza auto e avevamo bisogno di sapere tutto quello che poteva esserci. E poi, da oggetto personale, ci siamo spostati a vera e propria startup: prima con 50.000 euro di finanziamento della comunità europea, poi con Lastminute.com che ha creduto in noi con un forte investimento. E oggi siamo qui a parlare di Urbi”.

Le idee sono tante, ma già così com’è la nuova app appare molto interessante; dentro c’è di tutto: car sharing, bike sharing, l’applicazione MyTaxi e finanche la mappa con tutte le wifi gratuite della città: “Perché è quello di cui avevamo bisogno noi e che, pensiamo, possano avere bisogno anche i cittadini e i turisti che arrivano in città – prosegue ancora Emiliano Saurin – in futuro ci piacerebbe inserire altri servizi, vedremo”. Magari la possibilità di poter pagare il biglietto dell’autobus o, perché no, quello del parcheggio.

Per ora Urbi, applicazione gratuita e made in Italy, si è presentata a Mobility in Italy, evento che raggruppa tutti i più importanti player del settore di scena a Milano il 28 e il 29 aprile: “L’obiettivo è coprire a livello globale tutte le città in cui siano attivi sistemi maturi di urban mobility, per permettere all’utente di scegliere il servizio di mobilità condivisa più comodo e adatto alle sue esigenze”.

Disponibile per smartphone, tablet ed Apple Watch, e scaricabile da App Store e Google Play, Urbi è già presente in undici città italiane, tra cui Roma, Milano, Torino e Firenze, e sette in Germania, oltre a Copenhagen, Amsterdam, Stoccolma, Madrid e Vienna, con lo scopo di arrivare a coprire a livello globale tutte le città in cui siano attivi sistemi maturi di urban mobility: “Il tutto è nato a febbraio 2014 con il nome un può futuristico di Bat Sharing – conclude ancora Emiliano Saurin – il nostro modello di business? Ad oggi non esiste; certo, abbiamo una percentuale in revenue sharing con alcuni fornitori, ma l’obiettivo vero è quello di facilitare, nei prossimi 2/3 anni, la crescita di un mercato ancora embrionale”.