Dopo il trionfo nel 2012 di Max Biaggi, vincitore per mezzo punto su Tom Sykes, la stagione 2013 del Mondiale SBK si annunciava spettacolare. Il campionato non ha tradito le attese e il pilota inglese della Kawasaki si è rifatto con gli interessi dalla beffa del Corsaro diventando il nuovo campione del mondo insieme alla Kawasaki, lontano dalla vetta iridata da oltre 20 anni. Ma il titolo di Mr. Superpole  è stato sudato e solo in gara-1 all’ultimo round Sykes ha potuto festeggiare.

La stagione si è aperta a Phillip Island con un’illusoria Superpole Ducati che ha lasciato spazio a un monopolio Aprilia in gara. Lo scettro è passato a BMW sul tracciato di Aragon che ha celebrato una incredibile doppietta di Davies. La prima vittoria di Sykes è arrivata al quinto tentativo sul tracciato di Assen mentre a Monza (che non sarà più in calendario dal 2014) Melandri riesce a sfatare il tabù italiano.  In classifica il primato di un sornione ma sempre piazzato Guintoli è saldo ma dal round di Donington s’intuisce che Sykes vuole fare suo il Mondiale. La prima doppietta del pilota inglese arriva davanti al pubblico di casa e, dopo la sfortunata parentesi di Portimao (in cui esce di scena nel corso del giro di allineamento), Sykes ribadisce la sua superiorità a Imola.

Il paddock del Mondiale viene travolto dal dramma di Andrea Antonelli, scomparso a Mosca dopo un terribile incidente. Nel round di Silverstone viene omaggiato il pilota italiano mentre i sigilli di Rea e Baz ribadiscono l’imprevedibilità del campionato. Al Nurburgring Sykes prende la testa della classifica ma Laverty coglie una doppietta a Istanbul tenendo apertissimo il Mondiale. A Laguna Seca Giugliano tiene alto l’orgoglio italiano mentre il leader del campionato colleziona altri piazzamenti importanti e la doppietta di Magny Cours (la terza stagionale) gli vale una buona fetta di titolo. Nel round finale a Jerez è solo questione di punti e già nella prima manche il Mondiale per Sykes e la Kawasaki diventa realtà.