Martedì 1 luglio il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha incontrato i rappresentanti di Uber e Letzgo, in vista dell’attuazione della normativa sul servizio pubblico di taxi e di noleggio con conducente. La riunione con i gestori delle applicazioni, che si pongono come intermediari fra domanda e offerta in questo settore, ha ribadito la posizione del ministro Lupi che sostiene di vedere di buon occhio l’innovazione purchè non vada contro il rispetto delle norme.

All’incontro hanno partecipato, oltre i funzionari del ministero, i sindaci e i prefetti di Roma e Milano, anche i presidenti delle Regioni Lazio e Lombardia: “Effettuata una ricognizione sulle normative internazionali al riguardo – informa una nota del Ministero dei Trasporti – il ministro Lupi ha dichiarato tutto il suo favore per le innovazioni tecnologiche che migliorano la qualità del servizio e la soddisfazione delle esigenze degli utenti, anche attraverso nuove forme di servizi per la mobilità (come car sharing e il car pooling) ma ha ribadito il dovere delle istituzioni di tutelare la sicurezza della circolazione, degli utenti e il rispetto delle norme vigenti. Con particolare riferimento a Uber Pop e ad applicazioni simili ha confermato che in questi casi ci troviamo di fronte all’erogazione di un servizio pubblico non autorizzato”.

Ben diversa la posizione di Uber in merito al servizio UberPOP è però diversa: secondo l’azienda americana UberPOP è un “servizio di ridesharing che permette agli utenti di muoversi in città in maniera collaborativa, sfruttando le possibilità offerte dalla tecnologia digitale. Si tratta di un’applicazione mobile che, all’interno di un gruppo chiuso di utenti, mette in contatto chi ha necessità di muoversi in città con chi offre la propria auto, condividendo le spese dello spostamento (con un rimborso spese sulla base delle tabelle ufficiali ACI). Configurandosi come un servizio tra privati, non è per nulla illegale”.

A supporto della sua tesi Uber cita le leggi nr. 11/2009 e n. 6/2012 con le quali “la Regione Lombardia promuove esplicitamente l’uso collettivo delle autovetture e favorisce forme di multiproprietà e noleggio, anche mediante l’introduzione di tecnologie innovative o la sperimentazione di servizi non convenzionali”. Una strategia ripresa anche dal decreto del Ministero dell’Ambiente del 27/03/1998 in tema di “Mobilità sostenibile nelle aree urbane” in cui “i comuni debbano incentivare i servizi di uso collettivo ottimale delle autovetture, nonché promuovere e sostenere forme di multiproprietà delle autovetture destinate a essere utilizzate da più persone, dietro pagamento di una quota proporzionale al tempo d’uso ed ai chilometri percorsi”.

I faccia a faccia con le parti (tassisti, imprese di autonoleggio con conducente e gestori di app) vanno di pari passo con il tavolo tecnico insediatosi il 18 giugno e che punta a riscrivere il decreto attuativo della legge che regolamenta il settore, la 21/92. Un vertice in prefettura a Milano si era tenuto lo scorso 20 maggio, quando il prefetto Francesco Paolo Tronca, Lupi, il sindaco Pisapia e il presidente della regione Roberto Maroni incontrarono i rappresentanti dei tassisti per fermare una mobilitazione selvaggia durata cinque giorni (QUI I DETTAGLI).

photo credit: cubicgarden via photopin

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