La battaglia Uber vs taxi si arricchisce di un nuovo e importante capitolo. Proprio alla vigilia della manifestazione di centinaia di taxisti torinesi a cui si sono unite delegazioni provenienti da Milano, Genova, Roma e Napoli che hanno protestato contro Uberpop, l’applicazione che consente di trasportare persone con la propria auto. Tra l’aggressione ai reporter del Secolo XIX non sono mancati cori indirizzati ai giornalisti definiti terroristi e i diversi striscioni con la scritta ‘Je suis taxi legale’.

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I tassisti però da oggi devono fare i conti con la sentenza del giudice di pace di Genova, Giovanni Gualandi, che ha restituito la patente di guida e il libretto di circolazi ad un ‘driver’ di Uber annullando la sanzione amministrativa di 1.750 euro per esercizio abusivo della professione di tassista: “Non si tratta di un taxi abusivo, perchè non si tratta di un servizio di trasporto pubblico, ma di un servizio di trasporto privato – ha scritto il giudice – Uber è una condivisione volontaria di un’auto privata per esigenze di mobilità all’interno di un social network. Infatti si differenzia dal servizio di trasporto pubblico perchè non è obbligatorio, non ha tassametro, non ha partenze da piazzole riservate e non ha un’utenza indifferenziata”.

Uber vs taxi, confermata distinzione della Corte di giustizia

Confermata dunque la distinzione fatta dalla Corte di giustizia europea tra il servizio di trasporto pubblico dei taxi e quello delle auto a noleggio con conducente fornito dagli iscritti a UberPop. L’errore è stato altresì dei vigili urbani di Genova che avrebbero dovuto sanzionare l’autista rispetto all’articolo 85 del codice della strada, che fa riferimento agli autisti Ncc, e non in base all’articolo 86 (esercizio abusivo dell’attività di tassista). Inoltre la sentenza del giudice di pace non fa giurisprudenza ma costituisce un precedente che scardina i principi sui quali era fondata la battaglia anti Uber.

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La loro reazione non si è fatta aspettare: “Speravamo che il Tribunale potesse confermare quello che diciamo da tempo e cioè che gli autisti di quella società svolgono la nostra professione abusivamente - afferma Valerio Giacopinelli, socio della Cooperativa radio taxi e presidente della Fita – Ma così non è stato. È chiaro che ora tutto si complica. Noi andremo avanti. Una cosa è certa: questa sentenza avrà delle conseguenze. E nel futuro potrebbero verificarsi problemi di ordine pubblico che coinvolgeranno non soltanto la nostra categoria ma anche gli autisti Ncc, quelli del servizio di noleggio auto con conducente”. E tra un paio di mesi arriva Expo 2015.