Si annunciano tempi duri per i tassisti. Il servizio di Uber in Europa è pronto a incassare il sostegno dell’Ue: la Commissione europea sta infatti valutando la possibilità di regolare il servizio di auto con conducente tramite app a livello continentale piuttosto che a livello nazionale. L’obiettivo è semplice: Bruxelles punta a una liberalizzazione comunitaria in grado di legittimare l’introduzione di Uber all’interno delle città degli stati membri, a prescindere dal singolo orientamento legislativo. In questo modo, si spera, si metterebbe fine ai divieti nazionali e alle dispute, a volte anche feroci, che sono scoppiate in diverse città d’Europa tra i conducenti di Uber e i tassisti. A riferirlo è il Financial Times (qui l’articolo completo) che cita alcune fonti secondo le quali la Commissione sostiene lo sviluppo di nuovi e innovativi servizi di mobilità. La lettera è stata inviata da Violeta Bulc, Commissario europeo per i Trasporti, al presidente della Commissione Trasporti del Parlamento europeo.

Attesa una liberalizzazione di Uber in Europa

Se servizi come Uber non devono eludere o infrangere le regole nazionali, gli stati membri devono rispettare i principi generali della normativa europea quali la proporzionalità, la non discriminazione e la libertà. Uber in Europa ha subito un duro giro di vite dal lancio avvenuto nel 2012, con diverse sanzioni per gli autisti che hanno visto anche il sequestro delle auto. Se il servizio è legale in alcuni paesi, come il Regno Unito, in altri paesi come l’Italia opera in un mercato “grigio”, dove la legittimità non è ancora chiara. Ad Amsterdam, sede europea di Uber, le autorità hanno fatto irruzione negli uffici lo scorso mese, facendo domande al personale per circa sei ore. UberPOP è vietato in Olanda e ha portato la società americana ad accumulare 100.000 euro di multe, il massimo consentito dalla legge oranje.

Uber in Europa, la battaglia prosegue

Anche a Bruxelles UberPOP è illegale e alcuni guidatori di Uber si rifiutano di far salire e scendere i passeggeri nei pressi delle stazioni dei taxi nel timore di subire atti vandalici alla propria auto o di essere segnalati alla polizia. Il gruppo con sede a San Francisco ha denunciato negli ultimi mesi alla Commissione europea gli interventi dei governi francese, tedesco e spagnolo, che hanno cercato di limitare o vietare il servizio. In Francia, la scorsa settimana, un tribunale ha concesso a Uber una tregua rinviando il caso alla più alta corte appello transalpina: nel frattempo i conducenti UberPOP possono continuare ad operare. La liberalizzazione andrebbe a legittimare definitivamente l’utilizzo di Uber e lascerebbe agli stati il compito di trovare una normativa adatta ad ogni specifica soluzione.