Uber in Europa promette assunzioni. Mentre a Milano il servizio punta sulla settimana della moda per accaparrarsi nuovi clienti, il Ceo dell’azienda, Travis Kalanick, scommette in toto sul Vecchio Continente dove vuole creare 50.000 posti di lavoro, a patto che le autorità collaborino. E’ lo stesso grande capo del servizio di autisti a noleggio a fare la sua dichiarazione d’intenti dalla conferenza Digital Life Design a Monaco di Baviera.

“L’industria dei taxi protegge sè stessa”

Come riporta il Wall Street Journal, l’obiettivo di Kalanick è “stabilire una nuova partnership con le città europee, portando via dalle strade 400mila auto e creando 50mila posti di lavoro”. Una dichiarazione forte in vista dell’incontro a Bruxelles, previsto il 22 gennaio, tra i rappresentanti della società californiana e i commissari Ue ai trasporti VIoleta Bulc e al mercato unico Andrus Ansip. Per crescere nelle grandi città europee, a Uber servono regole che consentano alla compagnia di operare: “Se troveremo un quadro normativo che lo renda possibile, promettiamo lavoro e meno congestioni stradali. Le regole che ci sono esistono solo perché l’industria dei taxi sta cercando di proteggere sè stessa. L’impatto che possiamo avere sulle città è enorme”.

Obiettivo 10.000 posti di lavoro in ogni città

Stando alle parole di Kalanick, che ha parlato ottimisticamente di 10mila posti di lavoro in una singola città nell’arco di circa quattro anni, appare più realistico attenersi ai numeri attuali di metropoli come Parigi che, come sottolinea Wired, ha creato 3.700 posti di lavoro in tre anni. Già arrivare a mille autisti per ogni città (42 quelle servite da Uber), vorrebbe sfondare il tetto delle 40mila auto in Europa. Numeri che saranno sicuramente influenzati dalle misure legislative che verranno prese in futuro nelle diverse nazioni. Se il volume di affari in Olanda e Svezia cresce, le associazioni di tassisti in Italia, Francia, Spagna e Germania stanno percorrendo le vie legali nel tentativo di soffocare la concorrenza. Intanto, Uber è protagonista di una crescita esponenziale: recentemente ha ottenuto 1,2 miliardi di dollari dai suoi investitori e la sua valutazione, nonostante lo status di giovane start-up, è di circa 40 miliardi di dollari.