Uber non può più operare in Germania. Almeno per ora. A stabilirlo è stato il Tribunale di Francoforte: dopo le proteste dei tassisti in diverse città europee, i giudici della città tedesca hanno disposto un’ingiunzione temporanea nei confronti della società californiana che non potrà trasmettere le richieste dagli utenti agli autisti. La disposizione è stata emanata con procedimento di urgenza. I trasgressori potrebbero esser colpiti da sanzioni amministrative fino a 250 mila euro o addirittura dall’arresto. Immediata la reazione della compagnia americana che ha annunciato l’appello:Impugneremo la decisione per difendere i nostri diritti”.

La decisione segue quella del Tribunale Amministrativo di Amburgo che in data 28 agosto aveva cancellato il divieto contro Uber precedentemente stabilito dal Ministero degli Affari Economici della città, ente regolatore in materia di trasporti. Il Tribunale considera il divieto illegittimo dal punto di vista procedurale, in quanto l’autorità proibitoria non possiede la necessaria giurisdizione, nonché illegale perché non conforme al Passenger Transport Act.

Nonostante stia ottenendo grande popolarità e successo tra passeggeri e driver, la piattaforma Uber ha incontrato la resistenza delle autorità in alcune città tedesche che l’accusano di concorrenza sleale e di operare al di fuori dei requisiti di sicurezza richiesti. L’app era già stata bloccata in alcune città tedesche, fra cui Berlino. La Germania è uno dei mercati in più rapida ascesa per Uber in Europa, essendo cresciuto di ben cinque volte rispetto all’inizio del 2014, e punta a raddoppiare ulteriormente le sue dimensioni entro la fine dell’anno. A patto che l’appello venga accolto.

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