Il Tutor, che rottura di scatole. Guidare costantemente a 130 Km/h, magari col sole e l’autostrada sgombra; il viaggio sembra durare in eterno. Eppure questo dispositivo serve. Il sistema, completamente automatico, è in grado di rilevare la velocità media di un veicolo, attraverso sensori e telecamere, lungo tratti anche di 25 chilometri. Se la velocità media supera quella prescritta dalla legge, arriva a casa la multa. Ebbene, da quando questa apparecchiatura è in funzione, il tasso di mortalità in autostrada è sceso  del 51%, gli incidenti con feriti del 27% e gli incidenti in generale del 19%. Queste statistiche si riferiscono al solo primo anno di funzionamento. Oggi il sistema copre circa 2.900 Km della rete autostradale italiana. E ora apparati simili stanno per essere estesi anche sulle strade statali.

Alcune informazioni utili su come funziona il sistema, a cura di Polizia stradale (a cui spetta la completa ed esclusiva gestione del Tutor) e Autostrade per l’Italia. Intanto le multe sono emesse ed incassate dallo Stato e non vanno in alcuna misura al gestore dell’autostrada.

Il Tutor è segnalato dagli appositi cartelli verdi installati nelle vicinanze dell’apparato. Non fanno testo i pannelli luminosi, che sono solo informativi. Inoltre la norma prevede solo la segnalazione d’inizio tratto, non anche della fine.

Il sistema memorizza la targa dei veicoli. I dati vengono usati esclusivamente per la notifica dei verbali di chi infrange i limiti; gli altri vengono automaticamente cancellati.

Il Tutor è del tutto indipendente dalla presenza del Telepass. E’ inoltre in grado di distinguere tra i tipi di veicolo; e la Polizia può decidere di abbassare il limite a 110 Km/h sul Tutor in caso di pioggia, come prevede la legge.

Alcuni falsi miti da smentire: il sistema funziona con qualsiasi condizione climatica: pioggia, neve e nebbia, oltre che giorno e notte. Il Tutor ti vede anche se viaggi sulla corsia d’emergenza, se spegni i fari o se spegni la luce della targa.

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