Dal 2011, Pirelli è fornitore unico di pneumatici nel campionato di Formula 1. Dopo le defaillance in alcune gare del 2013, il colosso italiano di pneumatici ha adottato mescole più resistenti in particolare per la gomma soft a banda gialla in modo anche da reggere la maggior coppia motrice delle attuali power unit. Il numero dei pit-stop si è ridotto: il maggior numero di soste registrato è stato in Bahrain con 58 pit-stop contro gli 80 del GP di Spagna nel 2013. Per la mescola soft, la durata media è salita da 47 a 93 km. Dati che Pirelli, e il presidente Marco Tronchetti Provera, leggono con ottimismo. Dalla massima espressione delle corse, il Gruppo ottiene diverse ricadute positive: “La nostra ricerca analizza e sviluppa sia per affrontare meglio le gare successive sia per sviluppare i prodotti innovativi per le case auto e per i consumatori – ha dichiarato Tronchetti Provera in un’intervista al Corriere della Sera -. Ogni GP è per noi l’occasione per mostrare a clienti e investitori, sia quelli presenti in pista, sia quelli che raggiungiamo attraverso i media, l’importanza e la qualità dello sviluppo tecnologico degli pneumatici Pirelli”.

Il giudizio sulla scelta di approdare in F1 è positivo: “Mi piace la sfida tecnologica, accettata quattro anni e mezzo fa e vinta rapidamente. La Bocconi ci ha dedicato una ricerca accurata: hanno analizzato come in pochi mesi abbiamo non solo sviluppato il prodotto, ma sistemato tanti altri aspetti, logistica inclusa ma bisogna guardare alle prospettive di questo sport. Il fascino della F1 è legato al combinato tra la sfida di uomini, cioè i piloti, e quella tecnologica. Tutto questo deve garantire un impatto adeguato. Alcune regole hanno contribuito, assieme a certe scelte legate al rapporto con i media, a una caduta di attenzione verso la F1. Poi ovviamente, pur essendo neutri di fronte alle varie squadre, che sono nostre clienti, tutti noi ci aspettiamo una Ferrari di nuovo competitiva. Questo è un fattore importante. Per avere un gradimento maggiore occorre anche che il pubblico sia messo nelle condizioni di percepire meglio la sfida tecnologica che c’è dietro ogni Gp. E la comunicazione gioca un ruolo fondamentale”.

Una comunicazione potenziata in Pirelli dopo i problemi di tenuta gomme del 2013: “Abbiamo contribuito allo spettacolo facendo tutto quanto ci era stato richiesto. Mancando però una definizione chiara delle regole del gioco, talvolta siamo stati coinvolti in vicende per le quali non eravamo responsabili. Si è rimediato stabilendo delle norme, ma adesso occorre con urgenza un tavolo di lavoro che dia continuità a queste scelte”. Il contratto di Pirelli in F1 scade a fine 2016 e senza un cambio di rotta la permanenza nel circus non è scontata: “Abbiamo investito e continuiamo a investire parecchio sulla F1. Nel futuro dovremo fare delle scelte: se il trend poco favorevole prosegue, la ragione primaria degli sforzi viene meno. Ma penso che sia un’esigenza di tutti: c’è una F1 che deve risvegliarsi, certe cose arrivano da lontano e non possiamo passare un’altra stagione senza che nulla avvenga. Sono ottimista che qualcosa succeda a tempo debito”. 

Tronchetti Provera non smentisce il momento critico avuto con la Ferrari nel 2013 e le critiche ricevute dai team dopo la stagione 2014: “Il consenso sul lavoro fatto è stato altissimo, che qualcuno si lamenti è normale. La cosa più preoccupante è avere un consenso “bulgaro”, abbassa gli stimoli”. Tronchetti Provera non attribuisce molta importanza alle recenti parole di Ecclestone sul pubblico giovanile (‘non mi interessa’, ndr): “È una provocazione. Di sicuro noi, come Pirelli, abbiamo una comunicazione che segue i giovani anche attraverso i new media. La chiave è creare uno spettacolo più attraente. Noi abbiamo fornito idee, come il passaggio alle gomme da 18 pollici, che saremmo pronti a produrre immediatamente, o come l’adozione delle coperture da qualifica. Se un pilota al sabato potesse spingere sempre al massimo, l’interesse crescerebbe e ci sarebbero pure delle sorprese”.

Sul successore di Ecclestone la scelta è per una figura analoga piuttosto che un gruppo più ampio: “Il successo della F1 è legato alla responsabilizzazione di un decisore finale che poi deve trovare l’equilibrio tra tutte le componenti. Alle gestioni allargate credo poco. È importante che alla fine di percorsi condivisi ci sia chi si assume la responsabilità di dire l’ultima parola. L’ingresso di Luca di Montezemolo nella Cvc? Dopo Ecclestone, è la persona che conosce meglio la Formula 1 e che ha avuto più successi. Credo potrà dare un grande contributo al rilancio di questo meraviglioso sport”. Il numero uno di Pirelli parla del cambio alla rossa tra Alonso e Vettel: “Era nell’ordine delle cose: Vettel è giovane ed è un pluricampione; per la Ferrari l’importante è avere sempre un uomo di punta. Consigli a Marchionne? Non sta a me dargli. Comunque non ci siamo ancora incontrati da quando è diventato presidente della Ferrari”. Questo è il primo.

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