L’idea di realizzare un’auto con carrozzeria in “plastica” non è una novità assoluta, chi non ricorda la simpatica Citroen Mehari, anche in versione 4×4, che la Casa francese ha avuto in listino dal 1968 al ’87. Dopo oltre quaranta anni viene proposta la tedesca Travec Tecdrah, realizzata su base meccanica della Dacia Duster e carrozzeria in ABS riciclato al 70/72%, proveniente da oggetti come giocattoli per bambini, parti di carrozzeria di automobili e alcuni tipi di tubi per l’edilizia. La Travec Tecdrah è quindi una SUV economica e rispettosa dell’ambiente, cosa non da poco in tempi di demonizzazione della categoria.

Padre del progetto è l’ing. Markus Noeske, per sette anni membro del designer team di Land Rover. Noeske è inoltre progettista e responsabile tecnico della Travec Automotive GmbH, società con sede nei pressi di Francoforte che si occupa, tra le altre cose, della produzione e vendita di calotte per gruppi ottici ed altri particolari di carrozzeria per alcune Case automobilistiche europee.

La procedura dalla quale si ottiene la lastra da inserire negli stampi per dare forma alla carrozzeria è abbastanza “semplice”. Dalla triturazione degli oggetti in ABS (Acrilonitrile-Butadiene-Stirene) si ottiene un granulato terpolimero che viene inserito in appositi macchinari dai quali fuoriescono le lastre di ABS spesse appena 4 mm. In fase di lavorazione viene inserito nella mescola di granulato il PMMA (polimetilmetacrilato) la cui funzione è quella di proteggere il colore dai raggi UHV e conferire lucentezza alla carrozzeria. Il costo finale di queste lastre è di circa 100 euro/mq. Se per Markus Noeske realizzare una carrozzeria in ABS è stato abbastanza semplice, non altrettanto è stato abbinarle una meccanica affidabile ed economica.

Innanzitutto bisognava trovare una Casa automobilistica disposta a credere nel suo progetto, ma si sa, convincere le alte sfere non è sempre facile. Dopo aver provato con Volkswagen, “scartata” per via del costo troppo alto della meccanica, Noeske ha provato con Opel. Nel 2010 però General Motors aveva appena deciso di rinunciare alla cessione della Casa al gruppo Magna-Steyr e in piena fase di rilancio del Marchio non voleva e poteva diversificare i propri obiettivi.
Il 3° tentativo è stato quello giusto: Renault France ha proposto a Noeske di utilizzare la meccanica della Dacia Duster ed ha anche acquisito una partecipazione societaria del 15% di Travec GmbH. Per contenere i costi, in questa prima fase di commercializzazione, la scelta del motore è andata sul 1500cc dCi Renault da 90 CV, propulsore non proprio di ultima generazione, ma costantemente aggiornato fino a farlo rientrare nei parametri euro 5.
Le prestazioni non sono esaltanti, ma d’altra parte la Tecdrah non ha velleità corsaiole e per fare il suo mestiere di auto per il tempo libero è più che sufficiente.
Il Presidente di Travec, Baldur Wilms, ha lasciato intravedere poi la possibilità di adottare in futuro un motore più potente con il cambio automatico.

Oltre al motore, anche il resto della meccanica della Travec Tecdrah è quello della Duster 4×4 che peraltro condivide il sistema di trazione integrale “3Modus” con la Nissan Qashqai e il giunto elettromagnetico per la gestione della coppia motrice con la Nissan Murano. Il cambio è a 6 marce con primino per agevolare le partenze su terreni a scarsa aderenza e affrontare in sicurezza le discese più ripide. Bisogna però sottolineare che, sebbene la Tecdrah adotti praticamente la stessa meccanica della Dacia Duster 4×4, di fatto è una vettura completamente diversa, non solo per il tipo di carrozzeria ma anche perché non è costruita sullo stesso pianale della vettura rumena, ma su un telaio appositamente progettato con un passo più corto di 22 cm. L’impianto frenante (firmato dalla Ate Bremsen, del gruppo Continental) è di tipo misto, ovvero con dischi ventilati davanti e tamburi dietro.

L’aspetto della Techdrah richiama le linee squadrate di un vero fuoristrada con i parafanghi esterni alla sagoma della carrozzeria e dimensioni simili a quelle della Defender che è 2 cm più stretta o a quelle della Wrangler che è 4 cm più lunga. Sono invece 19 i centimetri di altezza in meno rispetto all’inglese e 4 in meno rispetto alla statunitense. Con 1,81 m di larghezza e 1,79 m di altezza, la sua sezione risulta praticamente quadrata e con una luce a terra di 39,5 cm, la Tecdrah evidenzia chiaramente le sue potenzialità fuoristradistiche.

Pur essendo in ABS, la carrozzeria è particolarmente robusta, tanto da guadagnarsi 4 stelle nei crash test EuroNCAP. Il cofano motore anteriore si apre controvento, forse un po’scomodo per gli interventi sul motore, ma più sicuro in quanto si evitano improvvise e pericolose aperture in corsa. Le portiere con vetri a comando elettrico hanno apertura e chiusura precise, nulla a che fare con quelle della Mehari.

Pur mantenendo la plancia e il cruscotto della Duster, gli interni si presentano ringiovaniti per la presenza di vaste “macchie” di colore in tinta carrozzeria, sia sulla consolle con radio/CD e comandi climatizzazione, sia sul tunnel centrale. Impreziosiscono l’ambiente i 4 sedili Recaro di serie, regolabili anche nella lunghezza della seduta. La produzione della Travec Tecdrach inizierà a maggio nello stabilimento di Osnabrück per quanto riguarda la carrozzeria, mentre l’assemblaggio della vettura sarà fatto nello stabilimento di Zaberfeld, a nord di Stoccarda. La presentazione ufficiale alla stampa internazionale è prevista in autunno, probabilmente in Sardegna.