Toyota Mobility Foundation lancia il primo programma pilota per la mobilità del futuro. Partendo dalla considerazione che sempre più persone si muoveranno nel mondo, la casa giapponese ha annunciato che lancerà a breve a Bangkok in Thailandia il progetto che rifletterà la filosofia della fondazione, combinando il know-how Toyota con l’esperienza di altri partner per consentire a sempre più persone di muoversi nel mondo in modo sicuro, efficiente e gradevole: “Il lancio del programma pilota in Thailandia ci avvicina al nostro obiettivo di aiutare le persone a muoversi ed esplorare il mondo in modo sempre più sicuro e rispettoso dell’ambiente - afferma Akio Toyoda, Chairman del Board di TMF e Presidente di Toyota Motor Corporation -. La Toyota Mobility Foundation si pone come scopo quello di aiutare le comunità ad evolversi e adattarsi nel miglior modo possibile ai cambiamenti legati all’urbanizzazione, allo sviluppo demografico e allo sfruttamento delle risorse”.

Istituita nell’agosto 2014, Toyota Mobility Foundation collabora con organizzazioni no-profit, istituti di ricerca e altri partner, per applicare le conoscenze di Toyota alle problematiche legate alla mobilità nel mondo, nei campi relativi alla sicurezza, tecnologia ed ambiente. Questo include anche le sfide relative al trasporto urbano, ampliando e gettando le basi per le prossime soluzioni volte a migliorare la mobilità personale. Toyota Mobility Foundation e Toyota Motor Thailand collaboreranno con la Chulalongkorn University unendosi agli sforzi già messi in atto dal World Business Council for Sustainable Development, per lanciare un progetto di gestione del traffico sviluppato su Sathorn Road, una delle strade più congestionate di Bangkok, la città più popolosa della Thailandia.

Il progetto, che richiederà circa un anno e mezzo di tempo per essere completato (da aprile 2015 a dicembre 2016) ed un investimento di 110 milioni di Bath (circa 3 milioni di euro), creerà una road map volta a gestire il controllo del traffico concentrandosi su quattro aree: lo sviluppo di shuttle bus e parcheggi, come misura per il controllo del traffico; la progettazione di sistemi informativi per analizzare e quantificare i benefici della multi-modalità (o dell’uso regolare di mezzi pubblici) per incoraggiare le persone a cambiare le loro abitudini di spostamento; identificare eventuali situazioni che generano colli di bottiglia e sviluppare contromisure utilizzando un simulatore di traffico; migliorare le operazioni di segnaletica stradale collaborando con la polizia locale, che ora le gestisce manualmente.