In campo automobilistico la parola ibrido e il nome Toyota sono ormai due sinonimi reciproci. Il colosso giapponese è stato il primo costruttore ad investire in modo consistente su questa tecnologia, da molti anni (il lancio commerciale avvenne nel 1997). E ora si vedono i ritorni. Attualmente circolano nel mondo 5,5 milioni di auto ibride; l’87% di queste porta il marchio Toyota o Lexus. Non è certo un business marginale. Tuttavia la strada da percorrere è ancora lunga perché l’ibrido assuma una larga diffusione ovunque. Ci sono fattori economici e tecnici. Ma a volte anche culturali; molti automobilisti non ne sanno ancora abbastanza sui vantaggi di questa tecnologia. Le case devono operare anche sulla sensibilizzazione dell’utente.

E’ in quest’ottica che Toyota Italia ha organizzato uno spazio dimostrativo nel centro di Milano, in cui spiegare nel modo più semplice possibile cos’è un’auto ibrida, come funziona e quali vantaggi si possono avere acquistandola. E lo ha fatto anche ricorrendo ad elementi artistici. Toyota Hybrid Space è il nome che racchiude tutto. Alcuni pannelli elettronici collegati a sensori, attraverso combinazioni di luci, suoni e movimento, rendevano palese l’idea alla base della tecnologia ibrida: la sinergia tra due anime; in altre parole, l’unione tra due elementi tecnici differenti, per dare vita a qualcosa di nuovo che esprime il meglio di entrambi. Questi pannelli, molto efficaci e immediati, sono stati creati dai “Ragazzi della prateria”, ensemble artistico formato da Marco Mucig (nella gallery qui sotto) e Carlo Zoratti.

Ma rinfreschiamoci le idee sulla propulsione ibrida, nel modo in cui Toyota l’ha sviluppata finora (cioè l’ibrida pura; lo stadio successivo è l’ibrida plug-in, con ricarica attraverso la rete elettrica domestica o le colonnine). Innanzitutto la strada seguita dal costruttore giapponese è quella di usare il motore elettrico in supporto a quello a benzina, non in sostituzione. La marcia in modalità elettrica è prevista nelle situazioni in cui è più redditizia: la partenza e il movimento a basse velocità. E’ qui che l’erogazione di coppia tipica di un motore elettrico, molto elevata all’inizio della richiesta di potenza, offre i maggiori vantaggi. Inoltre l’inversione di polarità in fase di decelerazione crea una sorta di freno motore che solleva il lavoro dell’impianto frenante, allungandone la vita. Sempre nelle decelerazioni, l’energia cinetica della frenata viene recuperata per ricaricare la batteria, invece di essere sprecata lasciando che si trasformi in calore. Le situazioni di continue partenze e frenate sono quelle tipiche di guida in città, dove si spreca la maggior parte del carburante. Funzionando in questi casi il motore elettrico, è qui che si ottengono i risparmi più consistenti, sia da un punto di vista strettamente economico che dal lato della riduzione delle emissioni inquinanti.

Oltre i 50 Km/h è necessaria la potenza del motore a benzina, il quale provvede anche a ricaricare la batteria per il propulsore elettrico. Poiché l’intera gestione del processo è affidata ad una sofisticata centralina elettronica, il guidatore quasi non si accorge dell’entrata in funzione di uno o dell’altro. La soluzione ibrida pura offre vantaggi anche sul peso. Le batterie sono più piccole, il motore anche. Meno peso, meno energia necessaria, meno carburante da bruciare. E meno ingombro.

In un breve test drive sulla Lexus IS 300h, un’auto progettata anche per le prestazioni, il silenzio è l’elemento che più si nota. La guida è più rilassata e molto confortevole; è una Lexus, del resto. In modalità Eco la percorrenza può anche arrivare a 25 Km con un litro di benzina. In modalità sport, dove i parametri vengono modificati per sfruttare il massimo della potenza di entrambi i motori, siamo intorno ai 15 Km/litro. Per un’auto sportiva, si tratta di consumi di tutto rispetto.

L’allestimento Toyota Hybrid Space sarà aperto fino al 28 ottobre, dalle 11 alle 19, in via Maurizio Gonzaga, 7, a Milano.