Oggi, 5 settembre 2014, ricorre il quarto anniversario della scomparsa di Shoya Tomizawa. Il 20enne pilota giapponese è rimasto vittima di un terribile incidente al Gran Premio di San Marino sul circuito di Misano Adriatico, quello attualmente intitolato a un altro pilota tragicamente scomparso in pista, Marco Simoncelli.

Al dodicesimo giro, nei pressi del Curvone che si percorre in piena accelerazione, Tomizawa è caduto con la sua Suter alla velocità di oltre 230 km/h dopo perso aderenza alla ruota posteriore. La sfortuna ha voluto che venisse travolto dalle moto di Alex De Angelis e di Scott Redding. Le sue condizioni sono apparse subito disperate e vani si sono rivelati i tentativi di rianimazione a bordo pista e il trasferimento presso il centro medico del circuito e l’ospedale di Riccione.

Tomizawa ha debuttato nel Motomondiale come wild-card nel 2006, nella sua gara di casa. Nel 2009 è entrato in pianta stabile nella classe 250cc con la Honda finendo in 17° posizione della classifica finale. La stagione successiva, quella del debutto nella neonata categoria Moto2, ha centrato uno la prima e unica vittoria della sua carriera nella gara di apertura in Qatar.

Misano, 17 anni prima, era stato teatro di un altro terribile incidente: quello del tre volte campione del mondo Wayne Rainey, rimasto in sedia a rotelle. Dopo di lui, nel 2003, aveva perso la vita il pilota giapponese Daijiro Kato, in seguito a un tragico impatto nella gara di casa a Suzuka del 2003. Kato correva con il numero 74 che Tomizawa  ha cucito e stampato in piccolo sul lato del cupolino della sua moto (numero 48) in memoria del suo idolo d’infanzia.  Il paddock di lui ricorda la voglia di puntare in alto, ma sopratutto la sua cordialità e il suo sorriso.

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