Quando Trulli è stato silurato dalla Catheram e l’Italia ha perso il suo unico pilota in pista, ci si è chiesti se questa situazione potesse essere imputata anche alla strategia delle grandi squadra che non vanno a cercare i giovani talenti ma preferiscono pescare all’estero.

In effetti, se andiamo a vedere l’età dei piloti che corrono per una vittoria, ci sono soltanto i veterani. Le cronache automobilistiche parlano spesso di Schumacher, Raikkonen, dello stesso Alonso che da anni sono protagonisti del Circus. E i giovani?

La Ferrari e la Red Bull hanno messo in piedi dei programmi per formare e far crescere dei nuovi talenti, magari anche assicurandogli qualche esperienza nella classe regina con altri team. Basta pensare a Sergio Perez che corre per la Sauber ma fa parte anche dell’Accademia Ferrari.

Proprio la Ferrari, tramite Domenicali, insiste sull‘importanza dell’attività di scoperta dei talenti, dei giovani talenti, che può essere efficace soltanto quanto la formula 1 non rinunci ai test. Ecco cosa dice precisamente Domenicali:

Non voglio parlare male dei piloti di oggi, ma a mio parere è chiaro che negli ultimi anni non abbiamo visto nuove stelle. Senza prove, la Formula uno si mette a rischio. E se non aumentiamo i test, potrà solo peggiorare. Provare non consente solo di avere innovazioni tecniche, ma anche dare ai giovani piloti la possibilità di imparare qualcosa e farsi conoscere.