Cos’è
Mezzo euro per cento chilometri. E’ quanto consuma l’E-Vivacity Peugeot, lo scooter elettrico francese dedicato alla città, al quotidiano percorso casa-lavoro o casa-scuola. Per essere guidato richiede il semplice patentino, è equiparato a un ciclomotore e può trasportare il passeggero. Nelle colorazioni bianca oppure blu, l’e-Vivacity va in vendita in questi giorni a 4.100 euro nella versione con doppio caricatore integrato. E’ una proposta molto interessante nei contenuti tecnici e pratici, nonostante i limiti economici e funzionali che l’offerta elettrica soffre.
Entro il 2015 si prevede che il mercato dello scooter elettrico in Italia raggiungerà i 20.000 veicoli l’anno. Numeri in forte crescita anche se ancora piccoli rispetto ai modelli con motore termico, ma che potrebbero lievitare notevolmente con il crescere delle infrastrutture di ricarica (ora praticamente assenti), con il prevedibile allargamento delle zone urbane a traffico limitato e con l’introduzione di incentivi economici e di percorsi dedicati ai mezzi a emissione zero. Tutte questioni che riguardano la politica dei trasporti che, prima o poi, dovrà dare maggiore spazio ai mezzi a emissioni zero.
E’ giusto ricordare che se l’elettricità costa meno della benzina è solo grazie a tasse inferiori. E, per quanto riguarda le emissioni, è altrettanto giusto rammentare che in Italia produciamo la gran parte dell’elettricità ricorrendo a fonti non rinnovabili, bruciando combustibili fossili con i problemi di inquinamento che ne derivano, mentre la dispersione energetica dell’elettricità dalla produzione fino al movimento delle ruote sull’asfalto non è certo di poco conto anche se paragonata con il basso rendimento dei motori termici tradizionali.
La tecnologia dell’elettrico è ancora costosa: il Peugeot e-Vivacity costa il doppio del più leggero Vivacity 50, cioè il corrispettivo modello Peugeot con motore termico. E’ come se, comperando l’elettrico, oltre al cinquantino a due tempi si anticipasse la spesa in benzina di 30.000 km. Altro limite dell’elettrico è l’autonomia teorica, che non supera i 60 km: se per riempire un serbatoio di benzina bastano pochi minuti, per ricaricare le batterie servono una presa di corrente disponibile e 3 ore di attesa prima di ripartire. Quindi, niente spostamenti lunghi (nonostante 1 euro di spesa per andare da Milano a Bologna) o imprevisti. E allora i vantaggi dell’elettrico dove sarebbero? Sono nell’assenza di inquinamento e rumore, nella semplicità di guida, nelle buone prestazioni e nei costi di gestione irrisori. Nel fatto che la gran parte degli spostamenti urbani è di poche decine di chilometri al giorno e a bassa velocità, per cui non servono motori grossi e grande autonomia. E infine sono nel rapido progresso della tecnologia elettronica e delle batterie.

Com’è fatto
Peugeot ha affrontato il tema già nel 1996 con lo Scoot’elec e stavolta il salto generazionale va ben oltre le novità estetiche. Le due batterie agli ioni di litio da 1 kW l’una dell’e-Vivacity pesano 16 kg contro i 39 kg di quelle precedenti al nichel-cadmio, non hanno effetto memoria (accettano quindi le ricariche parziali), si ricaricano più velocemente e a parità di peso sono tre volte più potenti. Sono garantite per 40.000 chilometri, progettate per resistere dieci anni e assorbire senza problemi mille cicli di ricarica. Il motore trifase a magneti permanenti e con raffreddamento ad aria eroga 3 kW a 6.000 giri e la coppia di 12 Nm è paragonabile a quella di un 125 a quattro tempi. Grazie ai due caricabatterie integrati, la ricarica è all’80% in tre ore e viene completata in cinque: basta una comune presa di corrente, cavo e caricabatterie sono nello scooter.

Come va
Ci sono quattro modalità d’uso selezionabili con un pulsante sul manubrio: normale (velocità massima di 45 orari, quella di legge), economica (27 km/h, adatta alle piste ciclabili diffuse nel nord Europa), pedone (5 km/h, per le aree pedonali) e retromarcia (2 km/h circa) se capita di parcheggiare in pendenza. Nella modalità normale l’autonomia è di circa 60 km, ma ci è capitato di superare gli 80 km stando semplicemente attenti a non spalancare subito l’acceleratore nelle partenze. Le prestazioni globali sono paragonabili a quelle di un 50 a quattro tempi, ma l’accelerazione è superiore. Un volta in movimento il peso in più rispetto a un cinquanta tradizionale (l’e-Vivacity pesa 115 kg) si sente nella maggiore inerzia in curva, ma la maneggevolezza resta molto buona grazie anche alle ruote da 12 pollici e la frenata è adeguata anche in due (chiudendo il gas si attiva il sistema di recupero dell’energia, pari a un 3-5%). L’abitabilità è buona anche per chi è alto e con il passeggero non si soffre, ma in questo caso la ripresa rallenta e si comprende che la gestione del motore è contro lo spreco di energia. Sotto la sella c’è spazio per un casco integrale, un secondo vano nello scudo può ospitare un casco jet e la pedana piatta facilità il trasporto di una borsa. Insomma, dall’e-Vivacity si scende soddisfatti e convinti di aver guidato uno scooter ben fatto. Certo è che, a sostenere la coscienza ecologista e a far digerire la spesa, aiuterebbero percorsi privilegiati e magari parcheggi dedicati nei centri storici.