Solitamente i primi test della Formula 1 non hanno un gran valore. Servono più che altro a verificare se il progetto che ha richiesto diversi mesi di lavoro e sviluppo ha una buona base per iniziare il campionato e se tutti i dati rilevati al computer corrispondono realmente alla prova della pista.
È stato così anche per le quattro giornate di prova disputate a Jerez in Spagna dove il “Circus” si è ritrovato per il primo incontro che di fatto apre la lunga stagione iridata.
L’occasione era importante per vedere, dopo le fastose presentazioni statiche dei top team, se le monoposto avevano davvero qualcosa di innovativo o se continuavano a nascondersi in attesa della prima gara. In più c’erano da scoprire per la prima volta le coperture che verranno utilizzate questa stagione, profondamente rinnovate nella struttura e nel rendimento in corsa.
Il 2013 sarà, poi, un anno particolare visto che è l’ultima volta che vedremo nei circuiti le attuale vetture con i motori V8 di 2.400 cc. Si chiude un’era in attesa della rivoluzione del 2014 quando arriveranno i “piccoli” V6 di 1.500 cc con il sistema Kers (il recupero dell’energia cinetica) che avrà però una potenza doppia rispetto all’attuale. Si dovrebbero quindi ottenere più o meno gli stessi cavalli degli attuali V8, ma cambierà profondamente il suono vista anche la limitazione del regime di rotazione stabilita in 15.000 giri/min.

La valutazione diventa ancora più difficile considerando che quest’anno non ci saranno grandi variazioni regolamentari, la più importante riguarda la flessibilità dell’ala anteriore, quindi si potrebbero verificare due situazioni.
La prima è che le stesse squadre al top nel 2012 continueranno a giocarsi il titolo tra di loro; la seconda è che sarà possibile per qualche outsider giocare la carta della sorpresa solo riducendo il divario tecnico. Il tutto, però, con un occhio particolare al 2014 quando, come detto, cambierà tutto e sarà probabile che qualche team in difficoltà abbandonerà lo sviluppo della monoposto per dedicarsi all’impegnativo progetto futuro.
Per questo è importante avere tutto pronto sin dal G.P. d’Australia e non perdere tempo e punti preziosi che saranno fondamentali in un campionato che avrà 19 appuntamenti e che sottoporrà i fornitori di motori (Ferrari, Mercedes e Renault) ad un lavoro davvero complicato e quanto mai difficile sul piano organizzativo. Ragione per cui tutti i team hanno già organizzato più gruppi di lavoro separati.

Tornando ai test prendiamo con le pinze i riscontri cronometrici, non si conoscono troppi parametri, tipo di gomme, carburante a bordo, temperature dell’asfalto, saranno sicuramente più indicativi i prossimi che si svolgeranno a Barcellona programmati dal 19 al 22 febbraio. Mettiamoci anche che Jerez non è tra i migliori circuiti per raccogliere dati per le sue caratteristiche e per il tipo di asfalto particolarmente abrasivo. Allora perché ci vanno? vai a vedere che ha ragione Alonso, il grande assente del primo round che ha continuato la preparazione atletica al caldo del Dubai. Un lavoro particolarmente duro sul quale quotidianamente aggiorna i tifosi via Twitter sulla situazione degli allenamenti.
Certo che i giorni di prova sono già pochi per un regolamento davvero strano e perderne qualcuno potrebbe, alla lunga, creare qualche ritardo.
Da lui ci si aspetta preziose indicazioni sullo sviluppo della Ferrari, ma a quanto pare almeno non ci si trova nella situazione dell’anno passato quando Massa dichiarò in una telefonata al presidente Montezemolo: “la macchina è veramente un disastro!”