Cos’è
In Italia al primo posto nelle vendite di due ruote ci sono due scooter a ruote alte: l’Honda SH 300 e il Piaggio Beverly 300. Con le versioni 125, 150 e 300, l’SH fa poi da molti anni la parte del leone nel comparto scooter. Un lungo successo iniziato con le versioni di cilindrata minore nel 2001 e cresciuto nel 2007 con l’arrivo del 300, anch’esso disegnato e prodotto in Italia. La ricetta vincente del 300 è stata montare un motore potente 27 cavalli in uno scooter con dimensioni da 125 cc. Ha significato mantenere le qualità di maneggevolezza e leggerezza di un 125 aggiungendo uno spunto da fermo che nemmeno i più pesanti maxi scooter possono vantare. Agilità nel traffico, facilità di parcheggio, ruote da 16 pollici per assorbire meglio il pavé e aumentare la tenuta sul bagnato sono comuni alla categoria degli scooter a ruote alte, i cittadini per eccellenza, ma l’Honda SH 300 rimane imbattibile nel rapporto agilità e scatto da fermo. Aggiornato l’ultima volta un anno fa con un completo ritocco estetico e con alcune modifiche ciclistiche che lo hanno migliorato nella già buona guidabilità, l’SH 300i è in vendita nell’allestimento base a 4.640 euro e con Abs a 5.045 euro. Quest’ultima c’è poi nelle varianti GT (con bauletto e parabrezza) a 5.155 euro, Sporty e Special a 5.095 euro (con il solo bauletto) e a 5.205 euro con l’aggiunta del parabrezza. Va da sé che questi utili accessori conviene acquistarli direttamente in questa forma.

Com’è fatto
A prima vista è del tutto simile alla versione precedente, ma a parte i parafanghi e lo scarico l’intera sovrastruttura è cambiata giocando con linee più tese, la coda più affilata e il frontale appena più elaborato. Il faro riprende il disegno delle moto stradali Honda, la strumentazione è molto raccolta, ma ben leggibile ed è completata dal livello carburante, dal termometro dell’acqua e da un piccolo display digitale, manca soltanto il contagiri. Il codino, che ricorda l’SH 150, è più sportivo del precedente modello 300. Infine sono nuovi gli ammortizzatori, sempre regolabili nel precarico molla.
L’impressione è di una maggiore attenzione alle finiture, confermata dalla sella meglio rivestita e dalle ruote snellite, mentre la qualità delle plastiche e degli accoppiamenti è da riferimento. Sul maniglione/portapacchi è semplice montare il bauletto da 35 litri, un accessorio fondamentale considerato che il vano sotto sella basta appena per un casco jet: è il prezzo da pagare in cambio della ruota posteriore grande e di ingombri ridotti.
In ogni caso l’abitabilità è molto buona a meno di essere veramente alti, la sella a 78,5 cm da terra è alla portata di tutti e la pedana piatta è eccellente per la sua praticità e la possibilità di trasportare una borsa. Comodo a sufficienza anche per il passeggero, l’SH resta uno scooter urbano, compatto, che quindi paga dazio in autostrada e nelle lunghe tratte anche per il modesto riparo dall’aria che offre.


Come va
In quest’ultima edizione il 300 Honda pesa 4 kg in più. Ma con i suoi 170 kg con tanto di Abs resta il più leggero della sua categoria. Ed è il più maneggevole anche perché ha l’interasse minore, sterza in pochissimo spazio e ha il baricentro basso. Non è quindi un mistero se il centro di Milano e Roma ne sono invasi. Il suo monocilindrico da 279 cc con testata a quattro valvole, raffreddamento a liquido e iniezione elettronica PGM-FI raggiunge un regime di rotazione maggiore dei concorrenti. Per questo è più potente, 27,2 cv a 8.500 giri, però non è rumoroso, non vibra e ha una trasmissione automatica così ben tarata che facilita lo spunto anche in coppia e in salita.
L’SH va forte, 140 orari effettivi, ha una ciclistica sana e quindi invita a una guida spigliata anche fuori città. Perché misure ridotte, interasse corto e le due ruote da 16 incrementano le caratteristiche sportive anche di uno scooter. Fra l’altro è migliorata la stabilità dopo che è aumentato il diametro del perno ruota anteriore, è stato modificato il telaio, gli ammortizzatori hanno perso qualche millimetro di escursione (ma non sembrano più rigidi) ed è arrivata una nuova gomma radiale posteriore. La frenata combinata (interviene anche sul disco freno anteriore quando si agisce sul comando posteriore) facilità la gestione dei due comandi. L’Abs non interviene mai prima del tempo e funziona così bene che va acquistato senza esitazione.