Quello che ci si aspettava dal MotoGp del Qatar era una conferma della grande condizione di Stoner, l’inseguimento all’australiano da parte di Lorenzo e Pedrosa e la possibile rinascita – o meglio resurrezione – di Rossi. Cosa abbiamo visto invece?

Sembra che la lotta per il titolo iridato se la combattano sempre Honda e Yamaha, le due squadre che hanno da un lato potenziato le moto e dall’altro aumentato il parco piloti. E forse è proprio così. Un solo MotoGP non è sufficiente per giudicare la preparazione delle squadre ma ci dà sicuramente qualche indicazione utile sulla stagione.

L’emiro del MotoGP del Qatar è Lorenzo, autore di una magnifica gara. In qualche tratto è sembrato che non potesse recuperare su Stoner, ma l’australiano ha patito l’usura delle gomme e sul finale di gara si è fatto superare.

Lorenzo ce l’ha messa tutto, aveva capito che in curva, nella ripartenza ma anche nell’entrata, la sua Yamaha poteva essere più veloce e così è stato. E’ arrivata in qualche modo la conferma che lo spagnolo c’è per la lotta al titolo iridato e c’è anche la sua moto.

Sempre nella lotta tra squadre sono interessanti il secondo e il terzo posto di Pedrosa e Stoner e il quarto e quinto posto di Crutchlow e Dovizioso. Indietro la Ducati.