L’impatto mediatico avuto dalla Google Car(LEGGI L’ARTICOLO, l’auto che si guida da sola, è stato strabiliante e probabilmente per due motivi principali: il primo riguarda i mezzi di comunicazione che ha Google, da Google News a Youtube etc, e il secondo è stata la sorpresa di vedere un’auto cosi “strana” dal punto di vista estetico, quasi venisse dal futuro, realizzata da un’azienda che non fosse una casa automobilistica e che fosse già praticamente “definitiva”.

Questa tecnologia sta sempre prendendo più piede e diverse case stanno testando l’autopilota in questi ultimi mesi, anche con esperienze positive e di successo, come la Volvo(LEGGI L’ARTICOLO) ad esempio che ha utilizzato la sua vettura con autopilota per le strade di Goteborg, ritenendosi soddisfatta del lavoro compiuto sino ad ora.

Poco tempo fa vi abbiamo parlato della Mercedes S 500(LEGGI L’ARTICOLO) che ha attraversato la Germania, da Mannheim a Pforzheim, per un percorso di 100 km in totale autonomia senza mai aver bisogno di toccare il volante. La Mercedes non si è limitata ad introdurre questa tecnologia futuristica ma ha anche pensato ad offrire sensori e telecamera interna per un’efficiente e controllato viaggio con la S 500.

Sono davvero tanti i marchi che stanno adottando e studiando approfonditamente la tecnologia della guida autonoma, oltre alle già citate Volvo e Mercedes troviamo la Nissan Leaf(LEGGI L’ARTICOLO che sta ormai da un anno testando la vettura in versione autopilota, anch’essa aggiungendo sensori, laser e telecamere per completare il tutto e avere una sicurezza a 360°.
Non dimentichiamo poi la Ford Fusion, che ha sviluppato quest’auto dopo 10 anni di studio, sviluppato in collaborazione con l’Università del Michigan e il gruppo americano State Farm. La Ford oltre all’autonomia di guida ha studiato un modo per abbattere le emissioni.
La Toyota non è certo rimasta a guardare e con la sua AHDA ha sviluppato la tecnologia di self-driving con due particolari sistemi, il primo è il cruise control “adattivo-cooperativo” utile a controllare e regolare la distanza dall’auto che la precede. Il secondo dispositivo è il Lane Trace Control che fa muovere lo sterzo per mantenere ottimale la traiettoria di guida entro la corsia di marcia.

Le aziende che si stanno “tuffando” in questo mondo di guida autonoma sono molte, qualche casa automobilistica lo fa in gran segreto, altri lo pubblicizzano al meglio. Uno sguardo al futuro dell’automobilismo nemmeno troppo lontano poiché molti marchi annunciano che tra il 2015 e il 2020 i loro “prototipi” saranno pronti per il mercato.

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