Martedì pomeriggio Uber  comunicava che il tribunale di Francoforte ritirava il veto sul servizio archiviando momentaneamente la decisione del 2 settembre scorso presa con un provvedimento di urgenza, valido a livello federale (qui i dettagli). Nel corso dell’udienza, è emerso che “non ci sono i requisiti d’urgenza richiesti e che dunque il procedimento va rifatto”. In attesa di nuovi sviluppi sul fronte tedesco, la battaglia in Italia si fa sempre più aspra.

Poche ore prima della sentenza dei giudici, a Milano è andato in scena un vile episodio: un fantoccio impiccato a un filo della luce raffigurante l’assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran, è stato rinvenuto in via Donati dalla polizia, allertata dai residenti. Sullo stesso manichino, dove il cognome dell’assessore risulta scritto con uno spray, è stato attaccato un foglio con l’immagine della manager di Uber Italia, Benedetta Arese Lucini, e la scritta ‘Go home’. Un’iniziativa che ricorda i manifesti contro la numero italiana dell’azienda americana che era stata trasformata in «Maledetta» Arese Lucini.

Immediata la reazione sdegnata del mondo politico con messaggi di solidarietà bipartizan a partire dal sindaco, Giuliano Pisapia , che ha definito quanto accaduto “vile e vergognoso”: “L’assessore Maran lavorerà con più forza di prima, nella consapevolezza di quanto fatto in questi anni e del suo costante impegno. Il confronto su tutti i temi, compreso ovviamente quello della mobilità, ci sarà sempre, ma una cosa è il confronto, altra cosa è il gesto vergognoso che è stato messo in scena”.

La condanna è arrivata anche dalla categoria dei tassiti, che chiedono di individuare il responsabile del gesto: “Invitiamo la polizia a indagare e trovare responsabile di questo gesti - ha detto il segretario di Unica Cgil, Giovanni Maggiolo -. Sono cose al di fuori di ogni logica per lequali i tassisti milanesi sono quelli che hanno più da perdere”. Alcuni di loro hanno bollato la cosa come «una bravata di quattro colleghi che getta fango sull’intera categoria» ma c’è anche chi pensa che il gesto sia una «strategia di marketing della concorrenza». Il gesto ha preoccupato anche il prefetto Francesco Paolo Tronca ha disposto l’adozione «di adeguate misure di attenzione» a tutela dell’assessore Maran e della general manager Lucini. Anche la sede milanese della società californiana sarà sorvegliata dalle forze dell’ordine.

Photocredit: Twitter Discoradio

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