E’ iniziata la settimana di Taxi Teheran, il film di Jafar Panahi, vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino. Sarà ufficialmente al cinema ​da​ giovedì 27 agosto ma viene già proiettato in anteprima in diversi cinema italiani. Seduto al volante del suo taxi, piazzando la telecamera sul cruscotto, il regista e attore guida per le vie animate di Teheran nonostante il divieto imposto dal regime. In balia dei passeggeri che si ​susseguono e si confidano con lui, il regista tratteggia il ritratto della società iraniana di oggi, tra risate ed emozioni.

Una pellicola piena di umorismo, poesia e amore per il cinema, che ha già ricevuto gli elogi della critica di tutto il mondo e dal pubblico (qui i dettagli). Il film è stato acclamato anche dalla giuria presieduta dal cineasta americano Darren Aronofsky: “Le restrizioni sono spesso fonte d’ispirazione per un autore poiché gli permettono di superare sè stesso – aveva detto Aronofsky, presidente della giuria del Festival di Berlino 2015 -. Ma a volte le restrizioni possono essere talmente soffocanti da distruggere un progetto e spesso annientano l’anima dell’artista. Invece di lasciarsi distruggere la mente e lo spirito e di lasciarsi andare, invece di lasciarsi pervadere dalla collera e dalla frustrazione, Jafar Panahi ha scritto una lettera d’amore al cinema. Il suo film è colmo d’amore per la sua arte, la sua comunità, il suo paese e il suo pubblico”.

Non è la prima volta che il regista iraniano arriva al festival. Nel 2011 è tra i giurati ma il governo di Teheran gli impedisce di partecipare alla kermesse condannandolo a sei anni di reclusione e al divieto di espatrio per propaganda anti-islamica. Jafar è stato infatti arrestato il 2 marzo 2010 per la partecipazione ai movimenti di protesta contro il regime iraniano ma dopo la mobilitazione delle organizzazioni per i diritti umani e del mondo del cinema viene rilasciato su cauzione. Il 20 dicembre 2010, però, viene condannato a 6 anni di reclusione e gli viene preclusa la possibilità di scrivere e produrre film, oltre che viaggiare e rilasciare interviste all’estero e in Iran per 20 anni.

Taxi Tehran è stato girato in clandestinità a causa del divieto imposto dal governo iraniano: “Sono un cineasta e non posso fare altro che realizzare dei film - ha scritto in una lettera Jafar – . Il cinema è il mio modo di esprimermi ed è ciò che dà ​un senso alla mia vita. Niente può impedirmi di fare film e quando mi ritrovo con le spalle al muro, malgrado tutte le​ ​costrizioni, l’esigenza di creare si manifesta in modo ancora più pressante. Il cinema in quanto arte è la cosa che più mi​ ​interessa. Per questo motivo devo continuare a filmare, a prescindere dalla circostanze: per rispettare quello in cui credo​ ​e per sentirmi vivo”.

Il 16 febbraio 2013, il suo film Closed Curtain ha vinto l’Orso d’argento per la migliore sceneggiatura al Festival internazionale del cinema di Berlino. Sette anni prima lo stesso premio ricevette il suo lungometraggio Offside, in bilico tra commedia e documentario, in cui si raccontano le vicende di un gruppo di ragazze che si travestono da uomini per cercare di assistere ad una partita della nazionale di calcio iraniana a Teheran. Venduto in oltre 30 paesi, Taxi Teheran ha riscosso grande successo in Francia ad aprile con più di 500mila spettatori. Il film (qui il trailer ufficiale) è costato 32mila euro e la troupe ha accettato di lavorare con un salario ridotto. Taxi Teheran uscirà ufficialmente in Italia il 27 agosto con Cinema, la nuova distribuzione di Valerio De Paolis.