In Formula 1, l’abbiamo visto all’inizio dell’anno, le scuderie non guardano affatto al talento di un pilota se ce n’è un altro pronto ad arrivare al volante della monoposto con un bel pacco di quattrini. Ma secondo il direttore esecutivo della Williams, non è sempre vero. 

In Formula 1 esistono i cosiddetti piloti paganti, cioè quelli che pagano per correre, quelli che sono sostenuti da sponsor così ricchi che alla fine riescono a prevalere sui talent scout automobilistici. Basta guardare il caso di Trulli che alla fine è stato fatto fuori.

Eppure il direttore esecutivo della Williams, Toto Wolf, che sponsorizza un giovane pilota come Valterri Bottas ed è convinto che Maldonado sia un pilota talentuoso più che pagante, non la pensa come la maggior parte degli imprenditori automobilistici:

Ci sono cose che non si possono né comprare né imparare e una di queste è il talento di un pilota. Riflessi, intelligenza, capacità di portare una monoposto al limite non potranno mai essere sostituiti da un semplice sponsor. E’ vero, lo ammetto, che il denaro può comprare un posto in F1, ma vi assicuro che c’è sempre dell’altro, in prospettiva, e il talento sarà sempre prioritario.

Un discorso plausibile, ma se Maldonado non avesse vinto in Spagna?