Una premessa prima di parlarvi del nostro test drive con la “giapponesina” Suzuki Swift: fin dal suo debutto nel 1990, la Swift (segmento B di mercato) ha ottenuto i favori della clientela, un successo confermato nel 2004 con una nuova generazione del modello e ancora con il rinnovamento del 2010.

Quattro milioni di esemplari venduti parlano chiaro e, di questi, circa il 20% circola in Europa, il 50% nel mercato indiano e in Giappone l’11%, mentre le restanti unità sono suddivise negli oltre 140 Paesi nei quali Swift è commercializzata.

Prodotta in 8 diversi stabilimenti (Giappone, Ungheria, Cina, India, Malesia, Pakistan, Vietnam e Tailandia) in 5 versioni e con un’ampia gamma di allestimenti: a tre o cinque porte, 2WD oppure 4 ruote motrici. Un’autentica World Car.

Noi abbiamo provato la Suzuki Swift in versione 4×4 benzina 1.200cc equipaggiata con il motore Dualjet, 5 porte e cambio manuale a 5 rapporti: è l’unica berlina del segmento B a poter vantare un sistema di trazione integrale, un plus molto interessante in quanto non ha davvero concorrenti.

Ma non finisce qui, perché il nuovo motore dualjet, che non è nato per lo scatto 0-100, abbatte i consumi anche in presenza della trazione integrale.

Sicura e inarrestabile

La Susuki Swift è senza dubbio una sicurezza per chi non vuole trovarsi in difficoltà nel mezzo di una tempesta di neve o su fondi ghiacciati, ma anche in un viottolo fangoso: ideale a 360°, dalla montagna al mare, e anche in città, dove può vantare una compatezza notevole in rapporto allo spazio nell’abitacolo.

È infatti small size: lunga 3,8 mt, larga 1,7 mt e alta 1,5 mt. Unico sacrificio, un bagagliaio un po’ piccolo: solo 211 litri, ma che arriva a 533 litri abbassando il divano posteriore.

Passando all’aspetto fashion, ovvero l’estetica, si nota la forma rotonda, con curve sinuose sul frontale, fari a Led e indicatori di direzione sugli specchietti, mentre i parafanghi allargati conferiscono una certa muscolosità, il che non guasta.

Dentro è il regno della praticità: c’è tutto quel che serve e tanti portaoggetti. Buone le rifiniture e comodi i comandi al volante.

Alla guida

La prima cosa che notiamo mettendoci al volante della Suzuki Swift è l’assenza della sesta marcia, che, come noto, è comoda per i lunghi viaggi, soprattutto in autostrada. Alla Suzuki hanno pensato di farne a meno per risparmiare peso e costi. Ad ogni modo, i cambi di marcia sono precisi, suggeriti anche da una spia nel quadro strumenti.

Il quattro cilindri a benzina di 1.200 cc eroga ben 90 CV e 120 Nm di coppia con una brillante e pronta risposta all’acceleratore. Buono lo sterzo, che si fa notare nella guida in città, e sorpresa per le sospensioni non eccessivamente rigide e confortevoli nonostante qualsiasi strapazzamento sul pavé o nelle buche.

La Swift è piacevolissima da guidare e positivamente silenziosa. È una 4×4 con gestione elettronica della ripartizione della coppia: la centralina, quando avverte perdita di motricità all’anteriore, inizia a chiamare in causa le ruote posteriori.

Dal lato tecnico, cosa significa Dualjet? Prima di tutto, nasce con l’obiettivo preciso di abbattere i consumi e, secondo, non è altro che un sistema di alimentazione con due iniettori per cilindro, da cui una miglior miscela aria-carburante che viene bruciata ottimizzando i consumi (4,8 l/1 00 km quelli medi dichiarati dalla casa). Di conseguenza migliorano le emissioni di CO2 (111 g/km) grazie anche allo Start&Stop di serie.

A questo fondamentale risultato concorrono, inoltre, interventi strutturali, i più importanti dei quali riguardano il basamento, le camere di scoppio ribassate con il rapporto di compressione a 12.0, i pistoni, le valvole, i condotti di aspirazione e la riduzione degli attriti, e non ultima una trasmissione a 5 marce ottimizzata.

Piccola ma dotata

Tra le dotazioni della Swift spiccano i cerchi in lega, i fendinebbia, i privacy glass, le luci diurne DRL a Led, il sistema cruise control con comandi al volante, l’impianto audio con lettore CD/Mp3 e presa USB, il volante e la leva del cambio in pelle, il climatizzatore automatico o manuale, il sistema keyless, il volante regolabile in altezza e profondità, il sensore crepuscolare per l’accensione delle luci (ALS), il navigatore integrato 2 DIN con Bluetooth e l’impianto frenante a quattro dischi per la versione B-Top.

La Suzuki Swift 4×4 DualJet è proposta a partire da 16.500 euro, mentre l’ultimissima serie limitata, la Posh, disponibile in soli 100 esemplari e offerta nelle versioni 5 porte con la sola trazione anteriore e propulsori benzina 1.2 VVT da 94 CV o diesel 1.3 DDiS, costa, rispettivamente, 13.450 euro e 14.750 euro, comprensiva di vernice metallizzata.