Il mito Suzuki GSX-R festeggia 30 anni con una nuova Fan Page su Facebook dedicata. Adrenalina, vittorie e sportività pura sono raccontati attraverso le immagini più suggestive che ripercorrono la lunga tradizione delle quattro cilindri Suzuki. Dalla prima, leggendaria GSX-R750 del 1985 fino alla GSX-R1000 ABS, passando per i modelli GSX-R1100, GSX-R750 e GSX-R600, fino al prototipo GSX-RR con il quale la casa giapponese è tornata a competere quest’anno in MotoGP. La pagina Suzuki GSX-R 30th Anniversary godrà di un costante aggiornamento, con foto storiche, video, articoli e contenuti inediti che forniranno ai followers l’imperdibile occasione di restare sempre in contatto diretto (tramite gli hashtag #GSXR, #GSXR30, #GSXRPerformance e #GSXR30Yearsofperformance) con il mondo delle sportive di Hamamatsu con uno spazio dedicato alla tradizione vincente in pista, tra cui la conquista di 10 Mondiali Endurance, il Mondiale Superbike nel 2005 e la lunghissima scia di successi nei campionati AMA.

Suzuki GSX-R, una storia lunga 30 anni

Nel 1985 Suzuki propone la rivoluzionaria GSX-R750, supersportiva con telaio in alluminio e motore quattro cilindri raffreddato ad aria/olio capace di 106 cv a 10.500 giri e dal peso contenuto in appena 179 kg. La nuova nata stravolge le regole della categoria, imponendosi come la moto più performante del segmento supersport e conquistando già all’esordio la 24 Ore di Le Mans. Nel 1986 nasce la GSX-R1100, maxi dalle prestazioni esaltanti (130 CV a 9.500 giri), pensata anche per un impiego sport touring. Dopo profonde evoluzioni di entrambi i modelli, nel 1992 la GSX-R750 adotta un nuovo propulsore raffreddato a liquido più performante. La gamma delle sportive Suzuki si allarga anche alle cilindrate inferiori, con l’introduzione, solo su alcuni mercati, dei modelli GSX-R250, GSX-R400 e GSX-R600.

Suzuki GSX-R, dal SRAD al blu MotoGP

Nel 1996 il modello GSX-R750 cambia volto, con un design inedito, il sistema di areazione SRAD (Suzuki Ram Air Direct) e l’introduzione di un nuovo telaio a doppio trave in alluminio che sostituisce la precedente struttura – anch’essa realizzata in lega leggera – a doppia culla superiore. L’anno successivo, nel 1997, arriva la GSX-R600, strettamente derivata dal modello di cilindrata superiore. Terminata l’era della maxi GSX-R1100 nel 1995, l’anno 2001 segna il ritorno alle maxi cilindrate con la nuova GSX-R1000, che va a completare una gamma profondamente rivista. Con un cammino fatto di profonda evoluzione tecnica, ciclistica e stilistica, la gamma Suzuki si conferma anche oggi nelle versioni GSX-R600, GSX-R750, GSX-R1000 e GSX-R1000 ABS. Per il 2015, le supersportive sono disponibili unicamente nell’inedita livrea “Blu GP”, che testimonia il forte legame tra la produzione di serie e la tecnologia impegnata sui prototipi MotoGP.