L’estate calda dei motori è stata infiammata dalla competizione in Superbike. Ma nel Mondiale di Silverstone, a sorpresa, arriva John Hopkins che già nel 2007 aveva gareggiato con la Suzuki. Un astro nascente ma una stella conosciuta, vediamo cos’è successo nella Superpole.

Sappiamo bene che anche per la Superbike c’è tutta la trafila di sessioni di prova e qualificazioni. È in questi giri di prova che il pilota americano Hopkins ha saputo mettersi in evidenza, mettendo i bastoni tra le ruote ai pretendenti al titolo iridato.

All’inizio sembrava che tutto si dovesse giocare tra Checa, Biaggi e Melandri, ma la Suzuki ha saputo girare meglio. Merito ovviamente del pilota che a cavallo della moto della vecchia scuderia, la Kawasaki, non ha saputo rendere altrettanto.

Hopkins, reduce da molti infortuni lo scorso anno, a fine giornata ha fatto registrare il miglior tempo: 2’04”041 girando alla media di 171,292 km/h. Nella Supepole, Checa, il grande atteso di Silverstone, ha chiuso soltanto al quarto posto.

Ancora peggio le performance di Melandri con la Yamaha e di Max Biaggi. I due italiani sono stati messi in riga dai colleghi di scuderia Laverty e Camier. Quel che è certo è che i pronostici non sono stati rispettati e già in qualificazione la gara si è preannunciata più frizzante del previsto.