Qualche anno fa il traffico di Milano venne stravolto dai lavori per realizzare la terza linea della metropolitana e i grandi cartelloni con la scritta “la terza linea avanza” non si riferivano alle azioni di capitan Parisse nel Sei Nazioni di rugby.

Correva l’anno 1983 e anche Franco Battiato nella canzone “Un Altra vita” citava l’accaduto.

Adesso a Milano è partita la linea 5, della 4 non c’è ancora traccia ma solo un progetto, e il segnale che tutti i cittadini che hanno la fortuna di avere una stazione della metro vicina è quello della comparsa in contemporanea delle strisce blu.

Si perché l’idea della amministrazione comunale sarebbe quella di muoversi all’interno della città solo con i mezzi pubblici. Ottima soluzione e pienamente condivisibile ma in molte zone della città i posti per parcheggiare l’auto sono diventati a pagamento; restano esclusi giustamente i residenti che abbiano un’auto (e non più di una) intestata.

Infatti, in prossimità delle fermate non si può più fermare se non pagando, da 0,80 centesimi a 1,20 l’ora. Tutto per evitare, dicono, l’assalto dei pendolari che lascerebbero la loro vettura in strada per poi proseguire con la metropolitana. Ma allora per che cosa è stata fatta se uno deve pagare il biglietto e poi anche la sosta? Per un pendolare l’aumento dei costi è pesante e per niente conveniente tale da non rendere vantaggioso l’uso dei mezzi come alternativa all’auto. Questi proseguiranno il loro viaggio verso il posto di lavoro risparmiando il prezzo del biglietto (1,50 euro) pagando se necessario solo la sosta. Sembrano cifre da poco ma se le moltiplichiamo per 8 ore d’ufficio, il tempo di trasferimento con i mezzi, più il costo del biglietto per 22 giorni mese lavorativi, vedrete che la cifra diventa importante per chiunque e soprattutto per le fasce più deboli. Insomma l’ennesima tassa indiretta.

In più non si risolve il problema vero, quello per cui è stata creata a Milano la famosa Aerea C,ovvero la riduzione del traffico che in pratica prosegue la sua corsa e allarga le ricerca di un parcheggio alle zone ancora non colpite dal “morbo” della striscia blu.

In pratica si è semplicemente spostato il problema di qualche centinaio di metri e il Comune continua imperterrito a mettere le mani in tasca al cittadino che lavora o che vuole spostarsi in città come gli pare tra biglietti e le inevitabili multe che si genereranno.

In fondo l’amministrazione è stata eletta e nessuno l’ha imposta. Riflettete gente, riflettete.
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