Le strade italiane poco sicure e addirittura una su due è a rischio. E’ questa l’amara conclusione presentata dall’analisi del SITEB – l’Associazione dei costruttori e manutentori delle strade – nel corso di Asphaltica World, il Salone europeo dedicato all’intera filiera dell’asfalto, promosso per la prima volta a Roma il 29 e 30 ottobre. Secondo il rapporto, a fine 2015 il consumo di asfalto in Italia toccherà un nuovo record negativo: saranno state impiegate solo poco meno di 22 milioni di tonnellate per costruire e tenere in salute le nostre strade. Il dato è in leggero calo rispetto al 2014 ma conferma il preoccupante trend degli ultimi 9 che hanno portato dalle 44 milioni di tonnellate utilizzate nel 2006 fino al dato attuale.

Un record negativo che fa tornare indietro di quasi trent’anni in tema di investimenti sul patrimonio stradale. Allo stato attuale, per tenere in salute le nostre strade occorrerebbe impiegare almeno 40 milioni di tonnellate annue, ben 18 in più di quelle registrate negli ultimi due anni: “Il mancato investimento in opere stradali di questi ultimi anni ha generato un meccanismo perverso che fa lievitare i costi della manutenzione ordinaria, creando un nuovo tipo di ‘debito grigio’ o ‘invisibile’ – ha evidenziato il Presidente Michele Turrini -. L’Italia è stata la prima nazione a dotarsi di moderne autostrade, poi si è fermata e ora ne paghiamo le conseguenze, non tanto in termini di nuove realizzazioni quanto in termini di qualità e funzionalità delle stesse. Non è accettabile che le Provincie siano costrette, come è accaduto recentemente, a vietare la circolazione su alcune strade perché non possono garantirne la fruibilità in sicurezza, ed è altrettanto incredibile che sulle tratte Anas vi siano carreggiate chiuse per buche e deformazioni del manto stradale con cartelli di pericolo e limitazione della velocità”.

La situazione delle strade italiane è destinata a precipitare nei prossimi mesi con l’inevitabile peggiorare delle condizioni meteorologiche. La rete è lunga oltre 500.000 km (senza contare strade vicinali e non asfaltate), di cui 7.000 circa sono i km di autostrade e 25.000 i km gestiti direttamente dall’Anas per le “strade di grande comunicazione”, il cui valore complessivo (comprensivo di gallerie, ponti e viadotti) è stimato in circa 1.000 miliardi di euro: “Abbiamo paura che il denaro messo a disposizione dalla manovra con lo sblocco del patto di stabilità venga impiegato per altro, come avviene sempre in questi casi. Chiediamo trasparenza su come saranno spese queste risorse”.

Le strade in questione e chiuse al traffico sono solitamente arterie extraurbane di portata limitata, per le quali le Province hanno sempre avuto poche risorse. Insieme alle tratte di competenza comunale sono quelle che presentano le condizioni peggiori: in totale sono circa 450mila i chilometri di strade italiane sui quali sarebbe necessario intervenire subito. Siteb ha stimato che per rimettere in sicurezza il patrimonio stradale italiano, riportando gli investimenti al livello del 2006, sia necessario sborsare tra i 40 e i 50 miliardi di euro. Una spesa necessaria perché “il mancato rifacimento dei ‘tappetini d’usura’ nei tempi convenuti ha determinato spaccature e infiltrazioni d’acqua sulla superficie stradale che hanno compromesso molte arterie rendendo necessari costosi lavori straordinari”.

Ma la cifra potrebbe essere inferiore se non venisse considerato un rifiuto il cosiddetto fresato d’asfalto, il materiale prodotto dalla rimozione delle pavimentazioni stradali: le quasi 10 milioni di tonnellate che vengono smaltite potrebbero essere riciclate per realizzare un nuovo conglomerato ma una scarsa cultura degli enti gestori e una legislazione eccessivamente severa ne riduce il riciclo facendo precipitare l’Italia all’ultimo posto in Europa sul riciclo delle pavimentazioni stradali: solo il 20% contro una media di quasi il 60% che significherebbe un valore economico di almeno 500 milioni di euro oltre a un quantitativo inferiore di emissioni inquinanti prodotte delle raffinerie e dalle migliaia di autocarri.

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