La Dakar 2014 (CLICCA QUI PER LA PRESENTAZIONE DELLA CORSA) prende il via a Rosario e tra le quattro ruote il favorito d’obbligo è il francese Stéphane Peterhansel. Il pilota transalpino vanta sei successi in moto e cinque in auto. Per la 36esima edizione del rally raid più duro del mondo (GUARDA QUI PER SCOPRIRE DOVE VEDERLO IN TV)  l’obiettivo è pareggiare i conti.

In una bella intervista alla Gazzetta dello Sport, Peterhansel racconta le sue sensazioni prima della partenza: “Ci tocca in dote una gara più dura di quelle corse finora in America. Questa è una gara lunga dove ci sono imprevisti di ogni tipo. Ma d’altra parte sono fiducioso perché la Mini All4 è molto performante: rappresenta un’evoluzione del modello con cui ho vinto nel 2013. Il centro di gravità è molto più basso, così l’auto è più stabile e rapida in inserimento di curva”.

L’età, 48 anni, non rappresenta un problema per il veterano francese: “Io sono motivato e anche ben preparato fisicamente. Dopo una tappa sono stanco, ma non più dei colleghi trentenni. Merito dell’allenamento: bici da strada, mountain bike, sci alpinismo e arrampicata. Per me partecipare alla Dakar rappresentava un sogno e la mia passione non è calata. Amo questa gara dove c’è la velocità, la tattica e la scoperta dei paesaggi”.

La strada verso il 12esimo sigillo è lunga e gli avversari titolati non mancano: “Il mio amico Nani Roma che nel 2013 ha vinto molte gare e l’altro mio compagno Al-Attiyah, vincitore della Dakar 2011. Poi Carlos Sainz con il Buggy SMG e Giniel de Villiers con la Toyota. Le differenze con l’Africa? Lì era una maratona, qui un grande sprint. Nel continente nero c’era più avventura e il percorso era molto più duro e lungo. In Sudamerica è più difficile recuperare ogni errore o guasto. E rispetto all’Africa le piste sono molto più varie, anche nella stessa tappa”. (QUI IL PERCORSO COMPLETO)

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