Non sono passati neanche quattro giorni dall’ aggressivo sorpasso di Jerez. Avevo definito Jorge Lorenzo un signore dopo il trattamento subito da Marc Marquez nonostante il rifiuto del campione del mondo di dare la mano al rookie spagnolo. Perchè a caldo, chi fa sport lo sa, è difficile sbollire per di più quando tu sei il numero uno e l’umiliazione arriva in casa e per mano di un ragazzino che vuole farti le scarpe. Ma già pochi minuti dopo Lorenzo

“Meglio che non dica nulla ora che sono caldo, fra qualche giorno quando sarò più lucido”. Neanche 100 ore dopo il maiorchino dimostra un ritrovato fair play e una maturità comune a pochi: “Ho sbagliato a non dare la mano a Marc – ha detto Jorge alla tv Cadena SER – Ero molto arrabbiato. Mi sono calmato dopo qualche ora, una volta mi ci voleva un giorno o due se non raggiungevo il risultato prefissato. Il mio errore è stato lasciare uno spazio, gli ho concesso un’opportunità. Per fortuna nessuno è caduto. Parleremo e accetterò le sue scuse”.

Un ragionamento molto psicologico che va oltre le semplici scuse: “Ogni persona è diversa, alcune sono più mature dei loro anni, altre meno. Chi mi critica deve considerare che, in certi momenti caldi, tutti si possono comportare in modo diverso dal solito. Ci si aspetta che siamo sempre politicamente corretti. Poteva andare peggio, almeno non ci siamo insultati. Ma ho fatto fatica a tendergli la mano”.

Lorenzo ha anche parlato del sorpasso simile che fece a Joan Olive nel lontano 1997: “In quella gara tentai un sorpasso simile a quello di Marquez e Olive finì a terra, la mia manovra in quel frangente fu molto pericolosa di quella di Marc, però avevo anche dieci anni. Ora, dopo aver avuto molti infortuni, vedo le cose in maniera diversa. Non bisogna scontrarsi con altri piloti”. Sempre più campione!