È vero, dal prossimo Gran Premio di Germania, tutto tornerà ai tempi di Valencia: farfalle senza limiti di apertura ma mappature bloccate tra prove e gara.

Il soffiaggio, però, che ha fatto così discutere, in cosa consiste tecnicamente?

Il soffiaggio, per definizione, indica il momento in cui il pilota, alzando il piede dall’acceleratore, lascia la farfalla del gas di scarico aperta, in modo da far defluire l’aria-benzina nella camera di scoppio. In inglese si chiama blowing e può essere caldo o freddo.

Con il soffiaggio caldo aumenta la deportanza. Ciò accade perché a gas chiuso, le valvole fanno in modo che la benzina passi nella camera di scoppio e, a contatto con i collettori di scarico incandescenti, la benzina stessa produca un soffio caldo che andando sul diffusore, aumenta la deportanza.

La Mercedes, usa un tipo particolare di Hot Blowing: nella camera a scoppio la benzina è accesa con la scintilla e il freno motore si allenta. Questo meccanismo si chiama fire overrun.

L’ultimo processo da descrivere è il soffiaggio freddo, cold blowing in inglese. In questo processo, ad entrare nella camera a scoppio non sono aria e benzina ma solo aria. Non ci sono quindi scintille e l’aria fredda defluisce direttamente nel diffusore, ottenendo però un effetto minore di quello prodotto dal soffiaggio caldo.

Di buono però, nel soffiaggio freddo, c’è che l’aria fredda fa diminuire la temperatura del motore e riduce la pressione interna del basamento, garantendo performance migliori del motore.