Se si dovessero fare soltanto calcoli “sulla carta” si potrebbe dire che il circuito di Silverstone è adatto più alle vetture Red Bull che non alle monoposto Ferrari o Renault. Per curiosità storica diciamo che nel 1951, il secondo anno di vita del GP inglese, ad imporsi su quelle curve è stato proprio il Cavallino.

Oggi però le condizioni sono cambiate, la mappa di Silverstone è più tortuosa e soprattutto occorre prendere in considerazione altre due variabili: il nuovo regolamento e la scelta delle gomme.

Il nuovo regolamento abolisce il soffiaggio. Questa modifica sul sistema dei gas di scarico, dicono gli esperti, sulla carta favorisce le monoposto Red Bull. In pratica, l’aria che esce dai gas di scarico produce una forza che va in direzioni diverse, creando un’aderenza alla pista che si trasforma in velocità.

Ora il soffiaggio è stato abolito e con esso l’aderenza. Per questo sono privilegiate le macchine che, nel corso del tempo, hanno trovato strutture stabili in grado di far recuperare un po’ di velocità persa sulla strada della normativa Fia.

Altro problema saranno le gomme fornite dalla Pirelli. A quanto pare saranno forniti pneumatici con una mescola dura e morbida. Il problema però, avvertono i tecnici, non  nel mix ma nella tenuta degli pneumatici, sui quali influisce la tortuosità del percorso e l’instabilità del tempo.