Questione annosa e variamente riproposta quella della convivenza stradale tra mezzi diversi poiché se è vero che la strada è di tutti, non tutti gli utenti delle strade hanno la stessa percezione dei rischi che affrontano attraversando la viabilità. La contrapposizione più problematica risulta essere data dal binomio motociclisti-automobilisti come risulta da un’indagine condotta dal Centro Studi Documentazione Direct Line dal quale risulta che il 43% dei motociclisti considera le automobili un’autentica minaccia, mentre un 36% teme le abituali distrazioni alla guida e un 16% che dichiara l’aumentato pericolo nelle zone extra-urbane.

Solo per 5 centauri su 100 le automobili non costituiscono fonte di pericolo. Tuttavia la percezione dei rischi varia proporzionalmente con l’età per cui la metà degli intervistati dai 45 ai 55 anni sostengono l’elevato coefficiente di pericolo rappresentato dagli automobilisti mentre solo per l’8% di giovani dai 25 ai 34 anni le automobili fanno paura. Focalizzando l’attenzione sui singoli comportamenti degli automobilisti alla guida, il più temuto è quello della svolta improvvisa non segnalata (65%) seguito dai famigerati “angoli ciechi” delle vetture restii a segnalare la presenza retrostante delle motociclette (43%). A completare il quadro, velocità elevata, chiusura dello spazio di sorpasso e tagli di corsia.

La vituperata disattenzione degli automobilisti però non è l’unica causa della querelle auto-moto sulle strade. Infatti secondo quanto riporta lo coadiuvato dalla tecnologia Eye Tracking, è dimostrato che l’automobilista ha una percezione dello spazio circostante (oggetti e persone) completamente diversa da quella di un motociclista, complice il contesto stesso dell’automobile. Più che di semplice distrazione sembrerebbe dunque trattarsi di differente situazione psico-fisica: l’automobilista alla guida tenderebbe sostanzialmente a prestare attenzione principalmente (se non esclusivamente) alla circolazione delle altre automobili che diventano così il parametro di riferimento di quanto si muove sulle strade, così altri mezzi quali moto, motocicli e biciclette tendono a scomparire da questo “raggio d’attenzione”.

In merito invece a questioni di prevenzione, il 62% degli intervistati ritiene fondamentale l’utilizzo del casco e di un abbigliamento atto a garantire la sicurezza. A seguire, con un – diremmo – clamoroso 53%, dichiarazioni che suonano come un’autentica ammissione di colpa relative a modi di guida tutt’altro che ortodossi quali l’andamento a “zig-zag” nel traffico e i sorpassi azzardati (47%). Il 27% dei centauri coinvolti nel sondaggio dichiara l’importanza di mantenere alta la soglia di attenzione in casi di maltempo e rispettare le distanze di sicurezza (24%). Mantenere una velocità moderata ed evitare brusche accelerazioni, definiscono il quadro rispettivamente con il 21% e l’8%.

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