Nella giornata di ieri, nella quale è stata presentata ufficialmente la nuova Alfa Romeo Giulia, l’amministratore delegato di FCA, Sergio Marchionne, ha dichiarato di voler investire sul marchio Alfa Romeo coinvolgendo, se la nuova Giulia avrà successo, anche gli stabilimenti di Pomigliano e Mirafiori nella produzione.

Fiat Chrysler Automobilies sta pensando anche al futuro ed in questo senso, più precisamente, sta iniziando ad ideare la propria auto ce si guida da sola. A questo proposito l’a.d. di FCA, nonché presidente della Ferrari, ha dichiarato: “Parlerò con Finmeccanica per l’auto senza conducente”.

“E’ una bellissima macchina, la migliore auto fatta dal gruppo negli ultimi dodici anni, ha un motore pazzesco. La esporteremo in tutto il mondo, negli Usa dal terzo trimestre con un numero limitato di Quadrifoglio” ha aggiunto Marchionne che, sottolinea, per realizzare il nuovo modello il gruppo ha investito un miliardo di euro.

La società di rating che esegue ricerche finanziarie e analisi sulle attività di imprese commerciali e statali, ossia Moody’s, ha incrementato il punteggio della società italo-americana con sede a Londra, FCA, da Ba3 a B1. Una situazione che incrementa il fascino della società rappresentata da Marchionne e ne aumenta stabilità, sicurezza e valore del brand.

Secondo le stime di Moody’s FCA continuerà a migliorare nei prossimi anni grazie soprattutto ai marchi come Jeep e ai mercati più ricchi come quello americano e quello asiatico. Il rilancio di Alfa Romeo sarà fondamentale per FCA, sia nel caso che funzioni sia nel caso che, non ce lo auguriamo di certo, fallisca. Il marchio Alfa è un perno fisso nella tradizione automobilistica italiana e per questo va potretto.

Non è tutto oro quel che luccica perché nel momento migliore di FCA poiché arrivano brutte notizie per quanto concerne il lato “consumi”. Tempo la FCA era stata “pizzicata” ad aver denunciato consumi diversi da quelli che realmente le auto del gruppo emettono nell’aria. Un argomento che non è andato giù alle 21 mila persone che hanno aderito alla class action contro il gruppo FCA per i consumi “bugiardi” della Panda, una delle auto di punta della società.