Si annunciano tempi duri per tutti gli automobilisti italiani. Stavolta non c’entra l’adeguamento delle contravvenzioni previsto nel 2015 ma la decisione della Corte di Cassazione in merito alla durata del semaforo giallo. Con la sentenza n.27348/2014, l’ultimo grado di giudizio ha infatti deciso che la multa al semaforo è legittima se il giallo dura 3 secondi ribadendo quanto già espresso nello scorso settembre. Peccato che in molte delle città italiane i semafori tarati con giallo a 3 secondi sono circa la metà del totale (Milano e Firenze tra queste) mentre altre (come Roma ad esempio) sono uniformate sui 4 secondi e solo un 1% vede il rosso dopo i 5 secondi.

A porre la questione è Repubblica secondo cui la Cassazione ha interpretato la Circolare del Ministero dei Trasporti (n. 67906/2007) sul minimo di durata del giallo che non può mai essere inferiore a tre secondi ma può arrivare a 4 e 5 secondi se la velocità dei veicoli in arrivo è pari, rispettivamente a 60 e 70 km/h, o se si è in presenza di traffico pesante con veicoli di lunghezza massima pari a 18,75 metri (servono 4 secondi a 50 km/h). Il fatto che la mossa possa essere solo una strategia per fare cassa lo confermano i dati: il sindaco di Chicago, Rahm Emanuel, ha incassato 8 milioni di dollari in più di multe dopo aver ridotto di un decimo di secondo il giallo dei semafori (da 3 secondi a 2,9). Considerando che qui la differenza sarebbe di un secondo in circa la metà dei casi e considerando che in Italia la multa per il semaforo rosso è praticamente il doppio rispetto agli USA (162 euro contro 100 dollari) l’ipotesi che la nuova norma possa portare centinaia di milioni di euro ai comuni appare più che veritiera.

Dal 2009 a oggi il numero di contravvenzioni in Italia è cresciuto del 987%, contro – ad esempio – un aumento in Germania solo dell’11% (QUI I DETTAGLI). Una decuplicazione dovuta non al comportamento degli automobilisti italiani ma soprattutto a un aumento smisurato dei controlli elettronici in città che garantiscono cospicue entrare ai comuni sempre più senza fondi. Le 78 milioni di multe, più di 215 mila al giorno, fruttano alle casse dello Stato circa tre miliardi di euro. Peccato che in 8 casi su 10 nessuno le paghi. Con questa nuova trovata sul semaforo giallo, la sanzione perderebbe ancor più il suo significato originale: andrebbe ad aumentare la sensazione di ingiustizia nei guidatori nonchè il tentativo di evasione delle multe con qualsiasi mezzo. Il contrario di quello che dovrebbe accadere, cioè una sanzione da accettare e pagare in modo da responsabilizzare i guidatori su un tema fondamentale come la sicurezza stradale.

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