Il ritorno di Sebastien Loeb nel mondo dei Rally, un gesto romantico ma che, dietro, potrebbe racchiudere anche altro, molto altro. Il 41enne pilota francese, già vincitore nove volte del Campionato del mondo rally, ha fatto la sua riapparizione in questi giorni, protagonista al Rally di Montecarlo: “Ma è un’esperienza one shot”, ha tenuto a precisare.

La DS3 è ancora super

Vero, o forse no. Perché l’idea è che Loeb possa tornare anche a più riprese a difendere i colori nel campionato Rally. Ora è a bordo della sua DS3, che anche in quest’occasione si è dimostrata auto solida, ben equipaggiata e pronta a dialogare per i grandi risultati.

E lui, Loeb, ancora a fare il cannibale: Oigier e gli altri sono cresciuti, ma il pilota transalpino è sempre tra i migliori, agguerrito come non mai: “Sono venuto qui a fare una partecipazione unica, eccezionale – le sue parole – sono venuto per divertirmi e basta. La macchina è ottima, è stato modificato il motore, grazie all’esperienza acquisita nel WTCC quest’anno”.

Solo due giorni di test

Il cambio marce con palette al volante, che consente di non togliere le mani mai, e una sospensione posteriore rivista sono i punti di forza di una vettura alleggerita. La nuova livrea 2015, con una scritta sulla fiancata per festeggiare i primi 60 anni della nascita del marchio DS, rendono il tutto ancora più fascinoso: “Ho fatto due giorni di test e ho deciso di partecipare al rally appena prima del Du Var”, ha concluso Loeb. Ma, come detto, potrebbe non essere l’ultimo tentativo.

Il suo copila, Daniel Elena, con cui lui ha un rapporto di grande amicizia, ha visto un Loeb ancora più forte, che ha imparato a frenare in modo diverso. Qui sotto le sue parole.