Inizia ormai il countdown verso Expo 2015 e proprio in vista di questo grandioso evento che renderà Milano il centro nevralgico del mondo il Comune del capoluogo lombardo ha accolto la filosofia legata alla sharing economy. Giuliano Pisapia, sindaco della città meneghina, d’accordo con la giunta comunale, ha “lanciato la sfida” a tutte le start up e piccole imprese legate allo scooter sharing, modello già consolidato in altre grandi città europee come Parigi, Londra e Barcellona. Martedì 28 ottobre si è parlato proprio di quest’argomento nella Sala Agorà del Castello Sforzesco di Milano, luogo che ha ospitato il Citytech, l’evento di tre giorni dedicato alla mobilità urbana condivisa.

Tra le diverse aziende interessate a presentare la loro offerta ne è spiccata una, MiMoto S.r.l. , società di electric scooter sharing totalmente “Made in Italy”, che ha partecipato attivamente al Citytech con lo scopo di contribuire, insieme all’Assessore del Comune Pierfrancesco Maran, alla definizione dei requisiti oggetto del bando che verrà emanato dal comune di Milano per il servizio di scooter sharing. MiMoto è una società nata a Milano nel grazie all’intraprendenza di tre giovani imprenditori italiani con esperienza internazionale, Vittorio Muratore, Gianluca Iorio e Alessandro Vincenti e si configura come la prima a mettere in evidenza e ad applicare il concetto di ecosostenibilità e rispetto dell’ambiente grazie a un’implementazione di tipo elettrico.

Il servizio offerto vuole mettere a disposizione dei propri utenti scooter che potranno essere noleggiati in totale autonomia all’interno della città di Milano per il tempo necessario al tragitto da effettuare. MiMoto vuole quindi offrire un servizio dinamico, attento al green e volto soprattutto a determinare la riduzione dell’inquinamento in città. Attualmente in fase di fundraising, MiMoto sta finalizzando accordi di partnership con alcuni operatori strategici ed è speranzosa di poter avviare in territorio milanese il primo servizio in Italia di scooter sharing, totalmente elettrico e green. Noi di Leonardo.it abbiamo incontrato Vittorio Muratore, uno dei tre intraprendenti giovani che hanno ideato MiMoto, per conoscere più da vicino questo progetto.

Com’è nata l’idea del progetto MiMoto?

L’idea nasce per rispondere in maniera concreta ad un paio di problemi critici di Milano: il traffico e l’inquinamento, sia atmosferico che acustico. In questi ultimi anni le amministrazioni comunali hanno apportato cambiamenti sostanziali (vedi ZTL) per far fronte alle criticità appena citate. Milano, inoltre, è una città ha sposato in maniera esemplare la cultura dello sharing. E’ la combinazione di questi ingredienti che ci ha fatto pensare all’idea dello scooter sharing elettrico.

Siete tre ragazzi giovani e avete ideato una delle poche realtà totalmente italiane di veicoli sharing. Cosa vi ha spinto a lanciarvi in questa nuova sfida?

Sfida mi sembra la parola esatta. Siamo tre imprenditori italiani “contro” dei veri colossi come Eni-Piaggio o Yamaha. Per di più, fare imprese in Italia è notoriamente arduo. Nonostante tutto grazie alle nostre idee e alle nostre partnership strategiche pensiamo di poterci distinguere dagli altri con un servizio diverso dai competitor. Siamo l’unica società italiana a proporre uno scooter sharing totalmente elettrico. Probabilmente, il fatto di essere giovani ci permette di guardare in maniera più rispettosa il futuro, cominciando dalla città in cui sia io (da 12 anni) che i miei due soci viviamo. Per noi il futuro è e deve essere green.

Come funziona nello specifico MiMoto?

E’ molto semplice. Tramite un’app gratuita o il sito ufficiale trovi lo scooter più vicino a te. Dopo averlo raggiunto lo sblocchi con l’applicazione, vai dove vuoi e lo puoi lasciare ovunque.

Di quanti veicoli disponete per il lancio dell’iniziativa?

Di comune accordo con l’Assessore Maran e gli altri partecipanti alla tavola rotonda del Citytech per definire le regole del bando pubblico, abbiamo deciso che il servizio di scooter sharing sarà lanciato con un numero minimo di unità. Noi partiremo da tale numero per poi ampliare la flotta finanche 400/500 scooter. Dovremo aspettare la pubblicazione del bando, prevista per dicembre per sapere di quanti scooter sarà composta la flotta di partenza.

Quali saranno indicativamente i costi del servizio che offrite?

Non sappiamo con precisione quali saranno le politiche di costo del servizio, posso sicuramente garantirvi che saranno inferiori a quelle del car sharing.

Sono tante le società che offrono un servizio di sharing, qual è la caratteristica che rende MiMoto unica rispetto alle altre?

Come dicevo prima, siamo una società composta da ragazzi che vivono a Milano da tempo, per di più scooteristi. Siamo completamente consapevoli dei problemi della città e conosciamo esattamente le esigenze della nostra utenza. Inoltre, MiMoto partirà offrendo un servizio di puro scooter sharing per poi evolversi in servizi “premium”. Quello che da noi è stato ribattezzato lo sharing 3.0.

Expo è una bella occasione per emergere con MiMoto. Cosa ne pensi di Expo 2015 e della sua organizzazione?

Expo è una vetrina importante, uno dei motivi principali per cui abbiamo scelto Milano come città per il lancio di MiMoto. Non credo che Milano sia oggi pronta per ospitare un evento simile, ma questa città mi ha sorpreso più di una volta. Chissà che da qui a sei mesi non riesca a farlo ancora. Un servizio di electric scooter sharing per i milioni di arrivi previsti potrebbe essere un ottimo guadagno d’immagine.

Non tutti, però, utilizzano quotidianamente lo scooter e molte persone non ne hanno mai guidato uno, preferendo ad esempio la macchina. Come pensate di raggiungere anche questo tipo di target?

Sono contento che tu mi faccia questa domanda. Il tema della sicurezza stradale è centrale. MiMoto organizzerà dei corsi di guida e di sicurezza stradale indirizzata proprio a persone che per la prima volta si avvicinano ad un mezzo del genere.

photo credit: - Guigui-Lille - via photopin cc