Michael Schumacher potrebbe affrontare una convalescenza molto lunga. Ad affermarlo è il medico francese Jean-Francois Payen, uno dei dottori che ha curato l’ex pilota tedesco durante i sei mesi di permanenza all’ospedale di Grenoble. Il capo del dipartimento di anestesiologia della struttura francese ha parlato in un’intervista alla radio parigina RTL e al quotidiano Parisien dopo aver visitato Schumi nella sua casa in Svizzera, dove Michael ha fatto ritorno due mesi fa. Secondo il medico è ipotizzabile un recupero fino a tre anni: “Ho visto qualche progresso, ma c’è bisogno di tempo. E’ come per gli altri pazienti, si tratta di un orizzonte temporale di 1-3 anni, quindi dobbiamo essere pazienti”.

Lo specialista in lesioni cerebrali ha definito la moglie Corinna “straordinaria” per il suo contributo: “Sua moglie è circondata da ottimi consigli e sta facendo tutto per aiutarlo a stare meglio”. Schumacher è seguito da un team di 15 esperti, per un costo stimato di 100.000 sterline al mese e secondo Payen “la vita dopo un trauma cranico è scandito da diversi passaggi che possono andare da postumi meno pesanti ad alcuni più pesanti, questo è tutto. Bisogna andare avanti, abbiamo speranza ma dobbiamo dargli tempo”.

Segnali di speranza arrivano da Jean-Louis Moncet, commentatore della F1 alla tv francese: “Ho visto suo figlio (di Schumacher, ndr) e mi ha detto che Schumi si sta svegliando molto lentamente” ha detto a Europe 1 radio. Poi una rivelazione sull’incidente: “Il problema per Michael non era il colpo ma la telecamera Go-Pro montata sul casco che ha danneggiato il suo cervello”. Il presidente della FIA Jean Todt aveva visitato Schumacher (foto by Infophoto) il mese scorso dicendo: “Ha fatto progressi in relazione alla gravità del suo infortunio ma ha di fronte una strada lunga e difficile. Ha bisogno di tempo e di pace.”

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