Lo scandalo Volkswagen delle emissioni truccate potrebbe far arretrare il gruppo per gli anni a venire ma anche avere un impatto positivo sui consumatori che andranno ad acquistare nei prossimi mesi un’auto nuova. Ad affermarlo sono gli analisti di Frost & Sullivan secondo cui “per non perdere la propria quota di mercato a vantaggio di altri costruttori, Volkswagen potrebbe dare il via ad una guerra dei prezzi che, coinvolgendo per forza di cose tutti i costruttori, favorirebbe a breve termine i consumatori”.

In un’intervista rilasciata all’Ansa, Pietro Boggia, Principal Cunsultant automotive di Frost & Sullivan aggiunge: “Quello che nessun costruttore può permettersi, è di compromettere l’immagine del valore residuo del veicolo, soprattutto in un mercato dell’auto in cui la propensione all’acquisto delle nuove generazioni è in discesa. Quindi a Volkswagen conviene perdere un po’ di margine ma mantenere la quota di mercato. Certo questo avrà un impatto sul conto economico”.

Le vendite negli Stati Uniti rappresentano solo il 6% del fatturato del gruppo Volkswagen che nei giorni scorsi ha perso quasi il 40% della propria capitalizzazione. Oltre alla sanzione di 18 miliardi di dollari sono da mettere in conto i danni d’immagine e reputazionali: “Volkswagen, dopo lo scandalo, probabilmente dovrà rivedere i suoi progetti di sorpasso mentre Toyota, leader dell’ibrido, accrescerà ulteriormente il suo vantaggio competitivo mantenendo il primato mondiale tra i costruttori”.

Tra i marchi premium ”Audi potrebbe perdere la sua leadership mentre vedo bene Mercedes, che ha investito molto nell’innovazione tecnologica. Cosa che hanno fatto anche Volkswagen e BMW che però hanno spinto molto sui volumi e un po’ meno sulla qualità”. Diversa la situazione tra i produttori di massa: “A guadagnare posizioni sarà il gruppo coreano Hyundai, ma comunque gli asiatici in generale. I costruttori americani, GM, Ford e Chrysler compresa, non penso che avranno contraccolpi o saranno coinvolti nello scandalo”.

Secondo Boggia, sul lungo periodo lo scandalo Volkswagen (qui le ultime notizie) ’potrebbe dare il colpo di grazia alla tecnologia dei motori tradizionali, schiacciati dalle sempre più stringenti restrizioni sulle emissioni: “L’industria dell’auto andrà a concentrarsi verso vetture elettrificate, ibride o elettriche pure. La diffusione si svilupperà con i prossimi modelli e ci sarà un ruolo sempre più importante degli investitori privati nella creazione delle infrastrutture, attraverso la collaborazione con il pubblico o tramite consorzi tra singoli costruttori di auto”.