Lo scandalo legato ai dati truccati riguardanti le emissioni nocive dei motori diesel di casa Volkswagen si allarga a macchia d’olio. E ora arriva una dura accusa direttamente dalla madre patria, da quella Germania che pare abbia coperto le magagne della Marca per ora prenderne le distanze.

L’accusa, per ora solo su carta e non certificata, arriva dal quotidiano tedesco “Die Welt”, che ribadisce come il Governo tedesco, nella persona di Angela Merkel e di tutti coloro che ruotano attorno alla cancelliera, fossero a conoscenza del fatto che i numeri in questione erano truccati da parte di Volkswagen.

Un qualcosa che, se confermato, farebbe scoppiare un caos mondiale e creerebbe un precedente unico nella sua storia; certo, il governo tedesco andrebbe a fare una figura decisamente pessima, alla luce anche del fatto che comunque gli Stati Uniti prima e l’Europa intera poi, hanno deciso di condannare fermamente quanto fatto da Volkswagen.

La manipolazione dei controlli dei gas di scarico, dunque. Una manovra conosciuta dal governo tedesco che avrebbe, di fatto, “coperto” l’azienda non sollevando obiezioni. La notizia è una ricostruzione del quotidiano “Die Welt” e parte dalle dichiarazioni del ministro dei Trasporti tedesco, che di fronte ad una interrogazione parlamentare dei Verdi del 28 luglio scorso si sarebbe scoperto. Al tempo, nella risposta fornita il Governo tedesco aveva sostenuto che “è in corso il lavoro sull’ulteriore sviluppo del quadro normativo comunitario, con l’obiettivo di ridurre “le reali emissioni” dei veicoli”.

Al di là di come andrà a finire questa storia, un primo effetto per Volkswagen è già arrivato: nel giro di due giorni il titolo in borsa ha perso decine di miliardi di euro di valore e la sua rincorsa alla prima posizione nella speciale classifica delle aziende di auto con il numero maggiore di vetture vendute ha subito un brusco rallentamento.