Dopo l’ipotesi di un nuovo scandalo emissioni e la notizia di perquisizioni in diverse sedi della Renault, la casa francese ha diramato un comunicato in cui ha confermato le ispezioni della settimana scorsa e spiegato che «gli investigatori hanno deciso di effettuare controlli aggiuntivi nelle fabbriche»:

“Dopo la rivelazione pubblica da parte dell’EPA dell’esistenza di un software tipo Defeat Device presso un noto costruttore automobilistico, il governo francese ha istituito una Commissione tecnica indipendente che sta attualmente testando 100 veicoli in circolazione, di cui 25 di Marca Renault, un numero che rispecchia la quota di mercato di Renault in Francia. A fine dicembre 2015 erano già stati testati 11 veicoli, di cui 4 Renault, il che ha permesso alle autorità francesi di avviare un dialogo intenso e fruttuoso con l’ingegneria di Renault.

La Direction Générale de l’Energie et du Climat (DGEC – Direzione Generale dell’Energia e del Clima), interlocutore pilota della Commissione tecnica indipendente per conto del ministero francese dell’Ecologia, dello Sviluppo sostenibile e dell’Energia, ritiene fin d’ora che la procedura in corso non evidenzierebbe la presenza di un software truccato montato sui veicoli Renault.

Parallelamente, la DGCCRF ((Direzione generale della concorrenza, del consumo e della repressione delle frodi) ha deciso di far realizzare un complemento d’indagine in loco, destinato a validare definitivamente i primi elementi di analisi registrati dalla Commissione tecnica indipendente. La DGCCRF si è recata presso il Quartier Generale, il Centro Tecnico Renault di Lardy e il Technocentre di Guyancourt. Le équipe di Renault assicurano la loro piena cooperazione ai lavori della Commissione Royal e alle indagini complementari predisposte dal ministero dell’Economia”.

Renault sottolinea, infine, che dopo il successo della COP 21 intende accelerare il proprio coinvolgimento a favore di soluzioni industriali utili alla tutela del pianeta. Il ministro responsabile dell’Ambiente e dei Trasporti, Ségolène Royal, ha respinto l’ipotesi di un nuovo scandalo emissioni precisandoi che nella vicenda Renault è stato osservato “un superamento dei limiti fissati dalle norme sul Co2 e l’ossido di azoto” ma nessuna frode. Anche per il ministro Royal le analisi condotte sui motori Renault e di altri due costruttori stranieri non rivelano l’esistenza di un «software illegale» per truccare le emissioni.