Troy Bayliss ha ancora fame. Per il secondo round consecutivo sarà in pista con la Ducati Panigale R nel Mondiale SBK al posto dell’infortunato Davide Giugliano. In Thailandia, sul circuito nuovissimo di Buriram, la leggenda australiana delle derivate di serie non vuole fare la comparsa e dopo le buone impressioni di Phillip Island ha intenzione di scrivere ancora il suo nome nella storia. Lo dimostra l’ottimo settimo tempo fatto segnare nella seconda sessione di prove libere su una pista nuova per tutti che potrebbe essere favorevole alle rosse.

SBK Thailandia 2015, compleanno speciale per Bayliss?

Troy ha tolto un secondo e tre decimi al tempo fatto registrare in mattinata e solo Alex Lowes, miglior tempo del venerdì, ha fatto meglio. Il suo compagno Chaz Davies è lontano solo quattro decimi e la Ducati di Matteo Baiocco staziona dietro di lui. Tra una settimana Bayliss festeggerà i 46 anni e vuole farsi un regalo speciale: “Ho accettato una sfida pazzesca, tornare nella mischia dopo così tanto tempo senza conoscere moto, gomme e avversari - ha confessato alla Gazzetta dello Sport -. Questa seconda possibilità mi stuzzica molto, Buriram è nuova per tutti, parto alla pari coi ragazzi di oggi”.

SBK Thailandia 2015, Bayliss i ragazzi in pista

A proposito di ragazzi. Bayliss corre con gente che ha l’età di suo figlio maggiore, 20 anni, che insieme agli altri due di 18 e 11 anni faranno il tifo per il papà da casa: “Ho studiato bene il tracciato, sono convinto che la Panigale qui andrà a nozze. La priorità è capire come usare le gomme di oggi, migliori e diverse da quelle dei miei tempi. La seconda abituarsi alla gestione elettronica più complessa e invasiva, ci sono tanti bottoni. Per fortuna le moto hanno ancora un manubrio e due ruote! I primi 6-7 volano e sicuro che non mi aspettano. Mi rispettano, hanno speso parole molto dolci per me. Domenica però spero di farne inc…are qualcuno“.

SBK Thailandia 2015, allenamenti e niente birra per Troy

Un ritorno sperato ma che neanche lo stesso Troy Bayliss immaginava fino a poco tempo fa: “Dieci anni fa ero convinto che correre oltre 40 anni sarebbe stato impossibile, ora spero di dimostrarvi che si può vincere anche a 46 o 48. In questo mese di pausa mi sono allenato senza sosta. Ho alzato la distanza con la bici da corsa a 150 km, mi sono sfinito in canoa per allenare tronco e braccia. E non bevo una birra da più di un mese“. Chapeau.