Max Biaggi si toglie una delle più grandi soddisfazioni. In gara-1 del Mondiale Superbike a Sepang il pilota romano torna sul podio a 44 anni, come nessuno aveva mai fatto nel campionato delle derivate di serie. Due mesi fa a Misano, in occasione della prima wild card stagionale, l’antipasto con un doppio sesto posto che aveva lasciato un po’ di amaro in bocca. Ora il riscatto in Malesia. Sempre con l’Aprilia RSV4, l’evoluzione di quella con cui ha vinto il titolo nel 2012.

Nella prima manche del round malese, il sei volte campione del mondo sembrava destinato a un quarto posto (stesso risultato delle qualifiche, ndr) che avrebbe saputo un po’ di beffa ma nel finale ha rimontato nettamente un Tom Sykes in crisi di gomme. Davanti al “Corsaro”, solo l’immenso Jonathan Rea, alla 12esima vittoria stagionale e alla Ducati di un ottimo Chaz Davies, beffato all’ultima curva dall’ormai prossimo campione del mondo. Il gallese, autore della doppietta nel precedente round di Laguna Seca, conferma i progressi di una Panigale ormai competitiva ovunque mentre il campione del mondo in carica Sylvain Guintoli centra il risultato stagionale.

Per Max Biaggi, invece, si tratta di un risultato incredibile, avendo conquistato il suo settantunesimo podio della sua carriera, il primo dal suo ritiro ufficiale tre stagioni fa. Reduce da quattro giorni di test a Sepang (tre di pioggia) nella scorsa settimana, il romano è stato autore di una gara intelligente, riuscendo, a differenza degli altri due alfieri ufficiali Aprilia, Leon Haslam e Jordi Torres, a mantenere un passo importante fino alla fine: “Ho accettato questa seconda sfida perché ero convinto di poter migliorare il sesto posto di Misano, il podio però è qualcosa di eccezionale - ha detto Biaggi -. Ho usato l’intelligenza, nei primi giri andavano tutti forte, ho preso il mio passo perché immaginavo che qualcuno avrebbe pagato. Nel finale non guardavo più il cartello di segnalazione dai box, vedevo la sagoma verde di Sykes sempre più vicina. Alla prima curva l’ho infilato, ha tentato di resistere ma finendo largo, così l’ho ripassato e sono andato”.