Il round di Sepang regala emozioni a non finire. Dopo una gara-1 caratterizzata dal successo di Jonathan Rea su Chaz Davies ma soprattutto dallo splendido terzo posto di Max Biaggi (qui i dettagli), nella seconda manche il pilota gallese e la Ducati si prendono la rivincita sulla Kawasaki e il pilota nord-irlandese. Una gara incredibile in cui in partenza Biaggi viene stretto nella morsa tra Sylvain Guintoli e Tom Sykes e finisce a terra dicendo addio a un possibile e leggendario doppio podio. Davies prende il largo e dopo un lungo inseguimento durato tutta la gara, negli ultimi tre giri Rea decide di chiudere il gap dalla vetta, facendo segnare un incredibile 2’05.8 al penultimo passaggio. I due secondi di vantaggio all’ultimo giro vengono annullati e sul rettilineo prima dell’ultima curva Rea sopravanza Davies.

La staccata del pilota Ducati è strepitosa con Davies che nega il titolo matematico a Rea per 91 millesimi. L’alfiere KRT probabilmente pensava di aver già vinto il titolo di campione del mondo (con tanto di celebrazioni già avviate e quasi interrotte) visto che gli sarebbe bastato guadagnare 11 punti sul compagno e primo rivale, Tom Sykes. L’iridato del 2013 è stato vittima di un errore al primo giro che lo ha fatto scendere fino alla diciassettesima posizione fino alla caduta durante il sesto passaggio che ha impedito la sua rimonta (quattordicesimo posto finale). Ma Rea doveva anche chiudere davanti a Davies per avere la certezza matematica del titolo e ora dovrà attendere il weekend del 20 settembre prossimo a Jerez per poter avere l’ufficializzazione del titolo (144 i punti di vantaggio sul rivale).

Il suo secondo posto garantisce a Kawasaki la conquista del titolo costruttori mentre sul podio festeggia anche Aprilia con l’ottima prestazione di Jordi Torres che ha mostrato un passo di gara invidiabile per tutta la durata della corsa. Per il pilota spagnolo si tratta del secondo podio in stagione. Quarto posto per Guintoli (Pata Honda World Superbike), che bissa il risultato di gara 1, questa volta davanti al compagno di squadra Michael van der Mark.